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I campioni (dei) superlativi PDF Stampa E-mail
Scritto da Sergio Tavčar   
Mercoledì 16 Maggio 2012 22:57

Penso che sia mio dovere mettere subito un altro post principalmente per motivi tecnici, cioè per non intasare quello precedente con i vostri furiosi commenti, nel senso che è stata una valanga che rischia di incasinare tutto. Così almeno dividiamo un po' il tutto.

E già che ci sono non posso non ovviamente commentare i vostri commenti al mio commento. Prendetelo come il mio contributo alla lista dei commenti. Mai come stavolta infatti voglio partecipare anch'io alla discussione (già vedo la sconvescion...finché non ci butteranno fuori...).

Intanto first things first. Sono felice, veramente non c'è altra parola, che il mio amico Andrea Padovan, che forse non tutti sanno, ma è il bravissimo quanto sfortunato coach che si è visto squagliare la sua Falconstar sotto gli occhi senza che lui poverino c'entrasse nulla, abbia finalmente trovato il coraggio e la voglia di inserire il suo contributo. Spero solo che continui un po' più spesso, in quanto lui entra a pieno titolo nella ristrettissima cerchia di persone che stimo a tal punto che possono a suon di ragionamenti farmi cambiare idea su un qualsiasi argomento, e credetemi, ormai un po' mi conoscete, la cosa è al limite dell'impossibile. (Per continuare a leggere clicca sotto su "leggi tutto") 

 
Pianto greco PDF Stampa E-mail
Scritto da Sergio Tavčar   
Lunedì 14 Maggio 2012 22:19

Non so se sono più scioccato, deluso, meravigliato o incazzato nero dopo la finale di ieri dell'Eurolega. Io sono uno che in ogni sport ha sempre fatto il tifo per quelli che giocavano meglio. Volevo sempre che la giustizia sportiva trionfasse ed anche quando la mia squadra vinceva immeritatamente mi lasciava sempre un retrogusto amaro, come se in realtà non avessimo vinto, o meglio avessimo vinto solo sulla carta, ma non moralmente. Per questo mi piange il cuore per Andrej Kirilenko, uno che se ce n'è di giocatori meritevoli di vincere una Coppa Campioni, questo è proprio lui. E' da tempo immemorabile che non vedo uno che è una stella e che potrebbe comodamente comportarsi da tale approcciare una partita con una tale disponibilità a rendersi utile in tutti i modi, a fare tutti i lavori sporchi, a fare insomma assieme da gregario e da campione. E se poi penso che quest'anno ha abbandonato l'NBA proprio per vincere l' Eurolega ed ha avuto questo risultato dopo che lui ha fatto ben di più del suo dovere (ricordatevi che la semifinale l'ha vinta da solo) e poi in questo modo straziante, solo perché era circondato da imbecilli senza palle, allora veramente verrebbe da imprecare altamente al destino cinico, crudele e baro, ma soprattutto sommamente ingiusto.

Ma vi rendete conto di chi ha vinto l'Eurolega? Una squadra senza un centro vero (sì, Dorsey, giocatore di peso, modesto, capace di fare molti lavori ma non certamente di metterla in canestro), con Acie Law in regia (il suo palleggio sul piede con palla in out è stato uno dei momenti più esilaranti della partita), con tutta una serie di giocatori che non sono né carne né pesce, con lo stesso Spanoulis che è un classico giocatore da campetto, sopraffino, intelligente, tutto quel che volete, ma che pretende che la squadra giochi tutta per lui, nel senso che o fa quello che vuole, oppure non rende. E' bastato che un giocatore che, credetemi, non è certamente un campione, vedesse nel fine settimana tutte le Madonne del mondo, da Loreto a Lourdes a Fatima per finire con Međugorje, parlo ovviamente di Papanikolaou, per affondare una squadra che aveva un tasso tecnico di ben altra levatura. Se si vuole una sorpresa del genere entrerà nella storia del basket, ci faranno dei film, tipo quello della vittoria degli USA di hockey sull'URSS a Lake Placid (chissà perché al centro di queste storie nel ruolo di vittime ci sono sempre russi o comunque squadre slave), sarà una storia da raccontare per lustri a venire, ma ciò nondimeno rimane che il risultato di ieri è uno schiaffo al gioco del basket, inteso come intelligenza applicata al gesto tecnico ed atletico con annesso gioco di squadra. (Per continuare a leggere clicca sotto su "leggi tutto")

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Maggio 2012 22:37
 
Cartoni Rossi PDF Stampa E-mail
Scritto da Sergio Tavčar   
Domenica 06 Maggio 2012 18:12

In attesa delle Final Four dell'Eurolega e delle fasi decisive dell'NBA (che per adesso non guardo ancora, per cui non chiedetemi nulla, perché proprio non so niente) non mi andava di scrivere di basket, e dunque non sapevo proprio di cosa scrivere.

Poi mi avete dato un ottimo spunto, alimentato dall'ormai mitico cartone di Delio Rossi al suo viziato giovincello che aveva avuto l'ardire di sostituire. Devo dire che sul momento non ci avevo riflettuto, sotto choc com'ero per l'incredibile cagata perpetrata dal più forte portiere del mondo che potrebbe privarci del meritatissimo scudetto della terza stella (scusate, ma come ho avuto più volte modo di dire: ci sono solo due cose sicure al mondo, una è che Elvis è ancora vivo e l'altra è che la Juve ha vinto 29 scudetti). L'argomento però è ghiotto e si presta a tutta una serie di considerazioni.

Intanto una premessa. Sta per parlare uno che in vita sua, fra le innumerevoli squalifiche subite nella sua carriera di focoso allenatore, ce ne ha una che è ancora gelosamente conservata e che mi arreca sempre un perverso godimento quando la riguardo, perché penso di essere in questo campo una specie di unicum. La squalifica recita: "L'allenatore della SS Polet Sergio Tavcar è squalificato per due turni per avere fisicamente infierito su un suo giocatore". La storia intera, per chi è interessato, sarà narrata alla sconvescion. Per ora basti dire che tanti anni fa ('78) giocammo uno spareggio a tre con la prima che passava dalla Prima Divisione in Promozione, cosa seria, visto che i campionati, rispetto a quelli di adesso, vanno scalati di una serie (allora non c'era ancora la B-2). Una partita al giorno in campo neutro, ma neanche tanto, visto che si giocava a Gorizia con una squadra del goriziano e due di Trieste ed infatti gli arbitraggi sospinsero letteralmente la squadra goriziana avanti. Noi giocammo proprio la prima partita contro i goriziani ed all'ennesimo fischio contro andammo tutti letteralmente fuori di testa. Alla fine, avendo perso di pochissimo (con qualsiasi altro arbitraggio avremmo vinto facile), feci alla mia abbattuta truppa un discorso che diceva pressapoco che avevamo perso la partita, ma non dovevamo perdere l'onore, per cui il giorno dopo, comunque andassero le cose, avremmo dovuto tenere un comportamento irreprensibile. Manco a dirlo il giorno dopo il mio play, un genio pazzo, andò in escandescenze, per cui, memore delle promesse, lo rincorsi per il campo per picchiarlo. Purtroppo mi sfuggì e mi beccai anche la squalifica. (Per continuare a leggere clicca sotto su "leggi tutto")

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Maggio 2012 18:22
 
 

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