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		<title>Inizio e fine della storia</title>
		<description>Discussione Inizio e fine della storia</description>
		<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia</link>
		<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 02:01:52 +0200</lastBuildDate>
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			<title>Boki_ZD scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52706</link>
			<description><![CDATA[Sono d'accordo con Sergio sulla stragrande maggioranza del post che in linea di massima rispecchia i fatti e non la mitologia che si e' fatta prepotentemente spazio negli ultimi 25-30 anni con gli aguzzini a fare la parte dei buoni ed indifesi e gli antifascisti ad essere considerati assetati di sangue - conseguenza anche del fatto che per decenni si e' taciuto sulle esecuzioni sommarie e sui revanscismi dell'immediato secondo dopoguerra (avvenuti peraltro in tutti i paesi occupati dai nazifascisti). Qui apro una piccola parentesi sottolineando il fatto che lo stesso Tito fino all'ultimo ha fatto appello ad unirsi alla lotta di liberazione dai nazifascisti amnistiando piu' volte decine di migliaia di reclute forzate delle formazioni militari regolari collaborazioniste. Su due punti pero' vorrei dire la mia, anche con qualche cognizione di causa - la prima e' che il 22 giugno 1941 comincia la resistenza nell'ex Jugoslavia - francamente non mi interessa chi siano stati i primi - sloveni o croati - nei dintorni di Sisak una cellula del PC croato compi' un'azione contro gli occupatori. Poi se Kidrič e co. fecero qualcosa prima, meglio per loro. La seconda cosa riguarda la produzione industriale bassa della Jugoslavia. Ci sara' sicuramente del vero, fatto sta che l'ingegneria jugoslava del tempo costrui' opere importanti (una su tutti, la diga di Assuan) anche considerando il fatto che un paio di decenni prima la Jugoslavia era un paese analfabeta e letteralmente sottosviluppato, poi devastato dalla guerra. Dal 1945 al 1970 compi' un balzo impressionante, con aiuti economici infinitamente minori rispetto alla Germania Ovest per es., paese preso come "virtuoso" ed invece solo sculato nel fare da barriera contro i cattivoni comunisti. Facendo un paragone con i Balcani odierni nel periodo 1990-2020, possiamo veramente vergognarci perche' si e' letteralmente distrutto e rapinato tutto quello che c'era da stuprare economicamente. La Croazia nel 1978 aveva un potere d'acquisto del 26% superiore a quello odierno. Poi ci fu la crisi nera degli anni '80, ma li' ormai la Jugo era nel vortice dell'economia di mercato a cui voleva partecipare, ma non era preparata. Quindi con tutte le sacrosante critiche ad una realta' che aveva tante pecche, dal punto di vista dello sviluppo interno non ci sono paragoni.]]></description>
			<dc:creator>Boki_ZD</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 20:02:58 +0100</pubDate>
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			<title>Buck scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52704</link>
			<description><![CDATA[AX-Pana Cominciamo col dire che è presto per parlare di "squadra guarita", tuttavia i segnali stasera sono stati incoraggianti. Ero fiducioso sul fatto che il Pana, compagine enormemente fisica ma non esageratamente atletica, presentasse un numero tendenzialmente minore di criticità nei mismatch rispetto a tante altre squadre e squadrette, e tutto sommato credo di averci azzeccato abbastanza. Di sicuro però non avevo messo in conto alcune variabili impazzite di quelle che potenzialmente possono presentarsi in qualunque partita, ma poi di fatto non capitano quasi mai. In ordine sparso, tirando i numeri fuori dal sacchetto della tombola ad occhi bendati, menzionerei: * L'orrenda partita offensiva di Calathes, in palese fuori sincrono con i propri polpastrelli (di rado Nick è un "grande attaccante", ma 1/10 al tiro sta a significare che la difesa può permettersi di fare determinate scelte senza pagare) * Il magico primo tempo, e la ripresa tutto sommato solida, di un Moraschini che evidentemente tifa Olympiakos fin da bambino, visto quanto si arrazza alla vista del Pana * La partita essenziale ed efficace di Paul Biligha di fronte a gente che teoricamente avrebbe dovuto sovrastarlo fisicamente (il diplodoco Papagiannis, l'aspirante sciacquone Mitoglu) o nel combinato atletismo+tecnica (Thomas, Wiley), il tutto in una serata dove i centri titolari di Milano non hanno praticamente potuto giocare, per colpe loro ed altrui, eccettuati due minuti di Gudaitis verso la fine * L'esplosione, dopo l'intervallo, di Keifer Tim Mutombo Sykes, che appena ha riconosciuto (o è stato convinto, chissà) l'inopportunità di di subordinare l'azione al pensiero ed ha lasciato via libera all'attualismo gentiliano (quello di Castelvetrano, non quello di Maddaloni) coniugando potenza ed atto ha messo a ferro e fuoco la difesa di Pitino, che del suo passo poteva contrapporgli il solo Ty Rice, notoriamente non un mastino difensivo Altre situazioni sono sembrate più normali, tipo il sostanziale elidersi di Rodriguez e Fredette, spesso direttamente contrapposti in marcatura, in uno spettacolo pirotecnico di altissima spettacolarità offensiva, gradevolissimo allo sguardo con la sola accortezza di non sottilizzare troppo sulla qualità delle contromisure. Poi, intendiamoci, entrambi hanno infilato perle mica da ridere anche di fronte ad opposizioni più arcigne. Si aspettava una reazione di squadra dopo il mezzo disastro di domenica e le turbolenze successive, c'è stata ed è già una buona notizia. Vediamo se dure, con i prossimi 8 giorni che si annunciano irti di difficoltà, con un doppio turno in trasferta fra Turchia ed Israele che non si presenta abbordabilissimo, ma che dopo stasera si può affrontare con un minimo di serenità in più]]></description>
			<dc:creator>Buck</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 01:06:14 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52703</link>
			<description><![CDATA[AX -Pana Complimenti al quintetto che ha agito su betoniera, malta grossa e mattoni forati per fare il vantaggio decisivo (a memoria Sykes, Moraschini, Roll, Brooks e Biligha). E credo che Rodríguez, Scola, Micov in panchina fossero ancora più felici rispetto alla chance di essere in campo in quel momento (e magari avranno detto 'finalmente' in castillano o serbo)]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 23:48:03 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52702</link>
			<description><![CDATA[Una cosa tristissima anche perché ho due amici tetraplegici per incidente stradale (dove non avevano alcuna responsabilità) e quindi l'ho vissuta veramente male all'epoca. Credo che le odierne attrezzature rendano quasi impossibile avvenimenti simili. Ho sempre pensato che nell'incertezza meglio prendere a pugni l'arbitro. Conosco uno che l'ha fatto a maggio 1980, ultima di campionato. Squalifica a vita. Alle Olimpiadi l'Italia vince l'argento e arriva l'amnistia generale. A ottobre in campo per la prima di campionato, senza perdere un turno. Il basket è anche queste cose, và.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 23:42:00 +0100</pubDate>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52701</link>
			<description><![CDATA["27 anni fa, la follia di Slobodan Jankovic." https://www.facebook.com/LaGiornataTipo/posts/2449294811863733]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 20:24:49 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52700</link>
			<description><![CDATA[Non so se avrò la possibilità di approfondire Limonov, certo mi attira di Carrere la biografia di Philip K. Dick. . Bentornato!!!]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 16:32:54 +0100</pubDate>
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			<title>Lofoten scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52699</link>
			<description><![CDATA[Ne emerge un bel personaggino Limonov, vero? Poi ho provato a leggere anche qualche libro scritto da Limonov, ha una considerazione si se stesso non elevata, inarrivabile!!!]]></description>
			<dc:creator>Lofoten</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 13:35:07 +0100</pubDate>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52698</link>
			<description><![CDATA[Grazie per l'"imbeccata". Ho appena ordinato il libro di Giacomini :)]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 17:13:52 +0100</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52697</link>
			<description><![CDATA[RECE ..domenicali…. Il confine del mondo (secondo Sergio Tavčar) Scritto il 19 Dicembre 2019 by Marco Giacomini Il nuovo libro di Sergio Tavčar me lo ha regalato la mia compagna (ovviamente su mio consiglio disinteressato..) e la prima impressione, appena l’ho visto, è stata di delusione perché il formato e lo spessore erano più piccoli di quello che pensavo. Inutile sottolineare che, dopo averlo divorato in due serate dedicate alla lettura, ne sono rimasto entusiasta. Ma andiamo per ordine. Attendevo con molta curiosità questa nuova fatica di Sergio perché lo seguo da anni e, come tanti altri, sono in qualche modo cresciuto con le sue telecronache e con i suoi articoli. Dalle pagine del blog sergiotavcar.com riporto queste righe scritte da Sergio per inquadrare meglio la situazione. “…L’amico Marco Ballestracci (…) ha dato alle stampe il libro che aveva concepito proprio in quel frangente e che mi fa parlare in prima persona sullo sport e la politica nella Jugoslavia che fu. Devo dire che tutta questa faccenda mi crea non poco imbarazzo, in quanto sembra quasi che sia stato io a scrivere un nuovo libro. E invece, per quanto sembri così, tutto il progetto è stato pensato e messo in pratica nero su bianco da Marco che mi mandava i capitoli appena scritti e io solamente facevo i miei appunti e le mie correzioni, per cui di veramente mio, scritto di mio pugno (per fortuna, si potrebbe dire), in questo libro c’è veramente poco se non nulla. Che poi dal titolo sembri che io abbia avuto un ruolo fondamentale nella stesura del libro è, ripeto, una cosa che mi crea imbarazzo. ” Non si tratta, quindi, di un lavoro di Tavčar nel senso stretto del termine ma di una collaborazione con Marco Ballestracci che, dai tavolini di un bar di Opicina (poco sopra Trieste), si fa raccontare dallo storico telecronista la sua esperienza di osservatore privilegiato del basket e dello sport jugoslavo. Per me che sono di Gorizia, gli argomenti sono noti e le sensazioni sono le stesse di Sergio poiché, in quasi vent’anni di vita a ridosso del confine , ho potuto lanciare spesso lo sguardo al di là di quel confine che separava davvero due mondi completamente diversi. Per chi invece vorrà avventurarsi nella lettura di questo libro spinto dalla curiosità e dalla fama di Tavčar, sarà una splendida occasione per scoprire quello che c’era dietro ai tanti successi dei campioni balcanici, approfittando di una guida esperta e arguta. I lettori del suo precedente e magnifico libro “La Jugoslavia, il basket e un telecronista”, troveranno invece degli approfondimenti storici necessari a completare il percorso iniziato qualche anno fa. Si parla, inevitabilmente, dei tremendi conflitti degli anni ’90, delle ragioni che li hanno provocati e del conseguenze che hanno avuto, non solo a livello sportivo. Vi riporto un breve estratto da pagina 73, quando si parla di convivenza tra diverse etnie e religioni. “Il quintetto di Buenos Aires – che pare il titolo d’un libro di Montalbàn – era invece composto da due croati, Dražen Petrović e Toni Kukoč, uno sloveno, Jure Zdovc e due serbi, Vlade Divac e Žarko Pa-spalj. Non si poteva non rimanere affascinati dall’utopia di fratellanza nazionale jugoslava” In conclusione, considero “Lo sport e il confine del mondo”, un libro DNP (Da Non Perdere). Estremamente scorrevole e interessante per gli appassionati di basket in genere. Perfetto per chi ormai di Sergio Tavčar ha imparato a fidarsi (quasi) ciecamente. p.s. Aggiunta di Edoardo: bel sito, altri articoli interesanti… http://www.marcogiacomini.com/2019/12/19/il-confine-del-mondo-secondo-sergio-tavcar/]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 12:39:57 +0100</pubDate>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52696</link>
			<description><![CDATA[ Nonostante i numeri gli diano ragione (mi sembra di aver capito che i Mavs hanno il miglior valore di punti per possesso della storia dell'NBA), sono un po' deluso perché speravo di vederli giocare in maniera diversa, sfruttando in maniera più variegata l'enorme potenziale del duo LD-KP. Staremo a vedere se questa scelta pagherà anche nei playoffs ...]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 11:18:44 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52695</link>
			<description><![CDATA[Primi libri letti nel 2020. 'Limonov' di Emmanuel Carrere - Adelphi. Piaciuto. . 'Le 10 Mappe che Spiegano il Mondo' di Tim Marshall - Garzanti. Buono, alcune cose sono ovviamente 'sbrigate' senza ragionevoli dubbi, ma non ci sarebbe spazio per farlo in un libro di queste dimensioni che ha intenzioni divulgative e non enciclopediche. Migliore citazione: quando Richard Nixon chiese a Zhu En Lai quale fosse l'impatto della Rivoluzione Francese. Risposta del cinese: "E' troppo presto per dirlo".]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 11:01:38 +0100</pubDate>
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			<title>LEO1962 scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52694</link>
			<description><![CDATA[Vittoria presa per i capelli, Un brodino per un convalescente. Finiti i crediti di stima, di inizio stagione, di ambientamento, rimane una squadra con seri problemi, su cui lavorare con impegno nei prossimi mesi. L’allenatore se ne è’ reso conto, mi pare molto positivo, altro che narrazione e infortuni e il buco nell’ozono.. I tifosi anche spero.. L’obiettivo è’ tornare stabilmente ai livelli del 6-1 in Eurolega iniziale e renderli duraturi.. Con il duro lavoro, tempo e pazienza ci possiamo arrivare.. Un paio di mie fisse, Rivedere bene la preparazione atletica e mentale, troppe paure e troppi giocatori che sembrano senza energia.. Ricerca 2/3 valide difese a zona.. Speriamo l’obiettivo possa essere raggiunto già’ in questa stagione, ma mi pare che il sentiero sia tracciato, È’ un po’ in salita.. Meglio, gli obiettivi più difficili sono anche quelli che ti rendono più contento. Forza Olimpia e buon 2020..]]></description>
			<dc:creator>LEO1962</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 04 Jan 2020 19:29:43 +0100</pubDate>
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			<title>Buck scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52693</link>
			<description><![CDATA[AX-Zenit Il commento sulla partita, volendo risparmiarci per una volta il ricorso alle immortali parole del Colonnello Kurtz, andrebbe demandato ad uno di quegli ufficiali sovietici che, nel corso dell'avanzata dell'estate 1944, si trovarono ad entrare per primi da liberatori nei campi di Majdanek o di Treblinka. Avendo visto la partita dal vivo e non intendendo minimamente ripercorrerne anche un solo fotogramma (potessi anzi essere sparaflashato tipo Linda Fiorentino per cancellare dalla memoria ogni ricordo di stasera, sarei grato), non sono assolutamente in condizione di dire se lo Zenit avrebbe meritato o meno di vincere, ma sono sereno nell'affermare che l'Olimpia avrebbe meritato di perdere: un campionario di fantasiose schifezze inframmezzate da virginali terrori davanti alla palla come quello mostrato oggi in un universo rettamente regolato secondo giustizia non conduce ad una vittoria. Fortunatamente, essendo l'universo puro caos, possono accadere anche di queste combinazioni, ma non sarebbe saggio metterle nel conto degli eventi ripetibili. MVP, e di un bel tocco, l'Avulso Tarcisio, 11+9 in 19' senza errori al tiro in una partita di raro controllo, a parte una immaginifica persa su rimessa dal fondo in collaborazione con almeno due imbecil... ehm, compagni di squadra, ma della quale detiene comunque il 60% di responsabilità. Fondamentale su una serie di giocate "che avrebbero potuto essere decisive", e che non lo sono state sul momento a causa di scempiaggini di squadra successive, il Duo Trivulzio Micov+Scola. Gudaitis ha giocato una partita ai limiti dell'imbarazzante mostrando una verticalità pari a quella di un dugongo spiaggiato e, forse per la prima volta in tre stagioni, chiari segni di insofferenza verso il suo backcourt per la persistente renitenza a fargli anche solo annusare l'odore del cuoio, ma oltre ad essere "automatico dalla linea" ha tirato fuori un canestro di importanza incalcolabile sull'unico movimento di potenza che si è permesso a meno di un minuto dalla fine. Quanto al resto, preso atto della serata, diciamo così, "non brillante" del Chacho e non volendo infierire (parce sepulto) su Casper White, se devo nominarne uno che abbia fatto meno schifo rispetto ai compagni tocca guardare dalla parte di Moraschini, e non è una gran notizia. Quanto al fresco nuovo arrivo, l'unico aggettivo che mi salta in mente per descrivere la prestazione di stasera è "raccapricciante", ma per questa volta ci sta. Speriamo già domenica, nel confronto diretto fra il nanodelcazzo del passato e quello del presente, di assistere a qualcosa di meglio. Toccherebbe parlare anche della squadra di Plaza, ma temo che potrei essere frainteso e suscitare la reazione della comunità LGBT, per cui mi astengo. Dico solo che mai, in vita mia avrei pensato di vedere Ponitka giocare così male. Magari sarà stato merito della difesa, per chi ci vuole credere]]></description>
			<dc:creator>Buck</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 04 Jan 2020 01:08:59 +0100</pubDate>
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		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52692</link>
			<description><![CDATA[@Stefano Beh, Stefano, se si mettono insieme due fattori decisivi: a)	L’inclinazione tutta nostrana al “Piove governo ladro!”(qualsiasi governo, eh: saremmo capaci di lamentarci pure dell’Eden: non voglio dire, si badi, che ogni situazione contingente non sia degna di lamentazione: dico solo che siamo dei piagnoni dirompenti, che ci sia “su” D’Alema, Berlusconi, Prodi, “Giuseppi” o ..il Milanista Barbuto. Ed è sempre colpa degli altri e sono sempre gli altri (“lo Stato” è un classico delle risposte alla “casalinga di Voghera” …) a dover fare parecchie delle cose che non faremmo mai…. b) L’ignominiosa ignoranza diffusa:se i dati del PISA, ogni anno, certificano l’Italia, nelle materie più “dirimenti”, agli ultimi posti tra i Paesi presi in esame (e quindi siamo deficitari tra gli studenti, quelli cioè di più fresca esperienza con istruzione, dati, ricerche etc) , beh ,di che ci vogliamo stupire che gli Italiani che hanno lasciato le alule di studio magari da parecchio (e si affrettano a comprare lo smnartphone ai figli..) rispondano con la “pregnanza” che hai descritto? Anzi, per certi versi, sono sorpreso che non abbiano fatto registrare un dato più alto sulla disoccupazione e, un dato ancor più “siffrediano” riguardante le attività di talamo…d’altro canto, le stesse risposte lo statuiscono in pieno: ”ignoranti, disfattisti e vitelloni…in fieri”… …e non c’ tanto da menar vanto…. p.s. riguardo l’ignoranza diffusa, beh , le volte che sono a casa e , zappingando, mi guardo un po’ “L’eredità”, pregusto sempre il momento in cui arriva una domanda (in genere semplicissima) riguardante la religione: e scommetto con me stesso che il (la) concorrente, se risponde, o la sbaglierà clamorosamente o non saprà la risposta: e ci prendo, con percentuali pressoché “oscariane” ai tiri liberi; eppure, beh, di regola siamo (saremmo) uno dei Paesi più cattolici, moltissimi di noi over 50 hanno bazzicato gli oratori e non solo per i campi di basket etc…invece, un pianto:e nei quiz Mediaset è ancora peggio; e se a “nozionismo” facciamo pena, figurarsi se dovessimo imbastire un qualsivoglia ragionamento seppur minimamente “culturale” a largo raggio… @LLandre Beh, Llandre, non sono sorpreso che anche uno dei migliori allenatori NBA voglia disporre dei servigi dei due Europeans nel modo limitativo che citi: oramai il gioco nella NBA è , come abbiamo più volte detto, ridotto all’osso, e in fondo il buon Carlisle, a furia di leggersi che l’Unicorno lettone vuole fare il “Bargnani di Riga” e che Doncic, bianco com’è, non sarebbe decisivo pure spalle a canestro, li usa come la “vulgata” massmediale ed il gioco come si è sviluppato a Silverlandia gli impongono: certo, i 221 centimetri di Cristoforo e la perizia più volte dimostrata da Luka anche in zone non proprio di sua competenza farebbero pensare che l’allenatore farebbe cosa buona e giusta a non “monodimensionarli”,…ma,magari ,le advanced stats” dicono che è meglio impiegarli “lontano”, finora i risultati, tra W e L, sono stati abbastanza confortanti ed allora il buon Rick, giocoforza, ”non capisce ma si adegua” ….]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 22:37:01 +0100</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52691</link>
			<description><![CDATA[Su questo sito, LLAndre https://www.tportal.hr/sport/clanak/slovenac-doncic-dobio-nemoralnu-ponudu-odugovlacio-s-odlukom-pa-dobio-cek-od-100-milijuna-dolara-20191220 si dice che la casa del Baffo gli abbia garantito 100 milioni di dollari...]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 21:56:21 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52691</guid>
		</item>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52690</link>
			<description><![CDATA[https://www.forbes.com/sites/doylerader/2019/12/26/luka-doncic-jordan-brand-shoe-deal-official/#1b696e6c3055 Si sa quanto si porta a casa il bocia?]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 19:28:05 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52689</link>
			<description><![CDATA[https://www.youtube.com/watch?v=T4mVWppZRkk Contrariamente a quanto credessi, Rick Carlisle non vede di buon occhio che KP e LD giochino in post basso ... Mi sembra un vero peccato perché così rinunciano a delle opzioni offensive ad alta efficienza.]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 19:24:27 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52689</guid>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52688</link>
			<description><![CDATA[A proposito di oroscopi, settore che si basa sulla discrepanza tra vita e aspettative, interessante (anzi di più, in certi casi esilarante) il rapporto Ipsos Mori denominato Perils of Perception. Gli Italiani sono largamente convinti che la disoccupazione sia al 38% (è invece l'11%) e che l'Italia sia economicamente al posto 67 della classifica mondiale (siamo al posto numero 8). Non si parla quanto poco ne sappiamo sui dati reali relativi a immigrati presenti, sovraffollamento nelle carceri, uccisioni a mezzo arma da fuoco piuttosto che altri tipi di arma, e molestie sessuali subite dalle donne (il dato è larghissimamente sottostimato dagli uomini e largamente sottostimato dalle donne [!]). Per quanto riguarda l'attività sessuale degli uomini tra i 18 e i 29 anni gli italiani e le italiane pensano che nelle ultime 4 settimane il numero di rapporti sia 29. Ma in reltà i rapporti sono 7. Il numero presunto è la media tra quello che rispondono gli uomini (27) e quello che rispondono le donne (31). Cioè le donne italiane pensano che gli uomini fanno sesso 31 volte in 28 giorni e invece le volte sono 7. Non so cosa dire… Del resto gli italiani sono convinti che i musulmani siano il 20% della popolazione. In realtà sono il 5. Vabbè, buon anno a tutti: quasi quasi è meglio se la gente crede agli oroscopi e magari anche vota in base ai segni zodiacali che gli stanno simpatici. . Per Sports Illustrated 'Lo Sportivo dell'Anno' è Megan Rapinoe. Capitano della nazionale USA di calcio femminile (campione del mondo a France 2019), attivista per la parità di stipendi tra uomini e donne in tutti gli sport, anti-trumpiana (ancora nel girone eliminatorio diceva 'vinciamo e poi NON andiamo alla Casa Bianca - si deduce che non conosca il significato della parola scaramanzia) e portavoce del movimento LGBT.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 17:28:24 +0100</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52687</link>
			<description><![CDATA[Beh, gli auguri si possono fare fino all'Epifania(che tutte le feste si porta via..) quindi..auguri a tutti con uno spassoso pezzo di Veneziani sull'oroscopo...buona letura.-.))))) Consigli per un oroscopo faidate Al prossimo che vi fa l’oroscopo minacciate di fargli la rettoscopia, con strumenti improvvisati. Così la smette. Non se ne può più di questi, e soprattutto queste, milioni di veggenti che non veggono un tubo ma si avventano sulla tua mano, sulla tua tazza di caffè, sui tuoi occhi e cercano di leggerti come sarà questo ventiventi. Ma fatevi gli astri vostri. Ti chiedono di che segno sei, se non lo sanno già, e cominciano a fare una previsione trionfale, invasiva e personalizzata, valevole per circa seicento milioni di viventi, ossia l’otto per cento dell’umanità, almeno se la dividiamo equamente per i dodici segni zodiacali. Questi oroscopi finto-personali, in realtà fondati sullo stoccaggio zodiacale, hanno la stessa affidabilità dei sorteggi. Fingono di conoscere i dettagli ma sono grossisti dell’astrologia. Cominciano a pontificare: voi leoni, voi tori e voi scorpioni… ma voi pappagalli che ne sapete? Denunciateli per razzismo, perché credono alla razza dei segni e discriminano sulla base delle etnie zodiacali. Questo non è un paese normale, ma paranormale, diffida delle leggi ma non degli oroscopi. Se siete esasperati da quest’ossessione degli oroscopi, in tv e sui giornali, nei salotti e nelle tavole, passate all’offensiva. In un primo tempo esibite l’articolo 231 del testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza e recitate ai primi tentativi di veggenza: “Sotto la denominazione di mestiere di ciarlatano si comprende ogni attività diretta a speculare sull’altrui credulità o a sfruttare o alimentare l’altrui pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti dei sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi o millantano o affettano in pubblico grande arte… ecc.” Poi, per non essere pedanti, cambiate strategia. Così, anziché farvi abusare dalle veggenti e subire passivamente operazioni zodiacali alle vostre spalle, bruciate sul tempo le maghette e spacciatevi voi per grandi conoscitori di astri, influssi e ascendenti. Forte della mia carnagione tropicale, io per esempio mi sono spacciato per Fidel Astro, mago affidabile, come dice il nome, e competente, come indica il cognome. Un vero lìder maximo dell’astrologia. Predite l’anno che verrà ai meravigliati astanti e alle affascinate, azzodiacate ascoltatrici a cui offrite oroscopate indimenticabili. Gli ingredienti per un oroscopo di successo sono facili: partite dall’autostima sconfinata delle persone, considerateli speciali, e predite un anno eccezionale, ricco di eventi e novità. Poi alludete a qualche inevitabile travaglio, qualche trauma infantile e qualche aspettativa covata dentro di loro. Andate sul sicuro. Dite poi che qualcuno gli vuole male perché tutti sono convinti che c’è qualcuno che gliela tira e se una cosa non gli riesce è perché qualcuno gufa. Persino i più sfigati si sentono vittime dell’invidia mentre fanno solo pena. Ma aggiungete che lui è protetto in alto, alludendo ai suoi cari scomparsi, così si commuoverà pensando a nonna o a papà che sorveglia dall’alto dei cieli. Alludete poi a tensioni sul lavoro, a incomprensioni in famiglia e a un superiore che ce l’ha con lui. Coglierete comunque nel segno. E poi dite che deve avere più fiducia nelle sue doti, che deve esplicitare i suoi sentimenti, e non farsi mai scavalcare nelle file dai soliti furbi perchè questo è un popolo di furbi ma vittimisti, dal capricorno al sagittario. Poi sfiziatevi sull’amore, i tradimenti e i nuovi incontri, perché tutti li temono o li aspettano, e promettete soldi con l’anno nuovo, tanto voi non ci rimettete niente. E vaticinate una grande svolta dopo luglio: crea momentanea attesa ma poi se la scordano. Miscelate in modo diverso questi ingredienti con varianti più lessicali che sostanziali adattando l’oroscopo alla faccia e alla mente del fesso; vi prenderanno per mago. I più fessi chiederanno dopo la predizione anche la raccomandazione astrologica; vediamo cosa posso fare. Intanto, per ingraziarsi gli astri, lasciate in questa improvvisata urna che i profani chiamano tasca, trecento euro per sacrificare un agnello, compiendo riti propiziatori… Morale della favola? Giocate con gli oroscopi, scherzate pure, non fanno male a nessuno se restano un modo frivolo per passare una mezza serata. Se vi fa bene, se vi dà sicurezza, sentirvi appartenenti a un partito zodiacale, fate pure, ma non imponete agli altri le vostre debolezze. Però poi non avete il diritto di considerare arretrati, rozzi e superstiziosi quelli che vanno da Padre Pio a chiedere i miracoli. E non avete il diritto di definirvi laici: chi non è credente così diventa credulone e pratica una religione infima, più primitiva e infantile delle antiche fedi. Personalmente sono pronto a riconoscere dignità alla sapienza di caldei, sciamani e di coloro che videro armonie nell’universo tra micro e macrocosmo. E sono convinto con Vico che le superstizioni, come gli oroscopi, siano estreme tracce superstiti di verità perdute nel tempo e ultimi tentativi di dare un senso al futuro. Lo dice la parola stessa superstizione. Gli oroscopi non sono menzogne ma parodie smemorate di scampoli di verità. Ma distinguete la luce dai fuochi fatui, la verità dalle sue contraffazioni, la grandezza dei sapienti dalla furbizia dei saccenti. Ci vorrebbe una sana ondata di miscredenza popolare contro la fede negli oroscopi. Un’ondata atea, iconoclasta e anticlericale verso i segni zodiacali e gli astrologi. Un mago pugliese una volta mi indovinò il passato, anziché il futuro; non so se si era prima documentato, ma fu bravo. Il suo nome d’arte è Juppiter, con due p, perché il mago conosce gli astri, ma non il latino. Gli avrei dato volentieri una mano, non per farmela leggere semmai per aiutarlo. Comunque niente contro i maghi e le megere. Se Conte è premier e Di Maio è ministro degli Esteri, chiunque può passare per veggente, taumaturgo e astrivendolo. p.s. io sarei Leone ascendente Leone...non vi dico che dovrei essere ed avere, se l'oroscopo fosse vero...invece.....-))))))]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 10:34:38 +0100</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52686</link>
			<description><![CDATA[Grande pado! Buon anno a te, consorte e , soprattutto alla piccola Elena ...silvestrina:-))))))))]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 10:07:51 +0100</pubDate>
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			<title>pado scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52685</link>
			<description><![CDATA[Interessante il dibattito fra Edoardo e cicciobruttino... e molto molto molto bello il post di Sergio. La frase sul "miracolo economico jugoslavo" è stupenda :-) Personalmente credo che una fondamentale variabile da tenere in considerazione per capire come ognuno di noi sviluppi le proprie preferenze ideologiche sia, per così dire, "a contrario": una sorta di ribellione a determinate ingiustizie. L'identità ideologica che ognuno di noi ha è spesso un'identità negativa, in reazione a qualcosa, anche se spesso tendiamo a negarlo. Non è forse ovvio che un cittadino di passaporto italiano e di nazione slovena, cresciuto in un ambiente multiculturale, sviluppi forti anticorpi contro ogni forma di nazionalismo oppressivo ed identifichi nella volontà di dominio di un gruppo etnico nei confronti degli altri il principale motore della disgregazione jugoslava (lettura peraltro secondo me più che esatta) e cerchi nell'Unione Europea quell'ideale di coesistenza pacifica e progressista fra nazioni libere, come Sergio mi pare abbia più volte sostenuto? io stesso ho modificato drasticamente il mio pensiero politico negli ultimi anni, vuoi per aver vissuto in un continente, l'America Latina, ove ogni progetto di "integrazione regionale" passava inevitabilmente per l'apertura dei mercati e la sottomissione al Nord (in contrasto con l'idea di Patria Grande di profonde radici popolari ed egualitarie), vuoi per due eventi storici più vicini a noi. Il primo, ossia la guerra contro la Libia, che mi fece aprire gli occhi su che cosa fosse la sinistra italiana realmente esistente, pronta a sostenere guerre coloniali solo perché Gheddafi era amico di Berlusconi. Il secondo, ossia la tragedia del popolo greco, massacrato dall'austerità della Troika. E ognuno di noi sviluppa il proprio pensiero in questo modo, io credo. Diventa più semplice capire le diverse valutazioni storiche, ed al tempo stesso giustamente soggettive, sul socialismo jugoslavo... regime antidemocratico che annullava la libertà individuale e limitava il progresso economico dei cittadini? oppure fonte di protezione sociale ed al tempo stesso di democrazia attraverso la cogestione ed il ruolo dei sindacati, in contrapposizione alle disuguglianze ed all'assenza di partecipazione sociale e politica dell'oggi? alla fin fine, si finisce sempre per sostenere che "entrambe queste cose assieme". Punti di vista giustamente divergenti, figli di diverse esperienze ed anche, molto spesso, di diversi interessi derivanti da diverse posizioni socioeconomiche. In barba a chi sostiene che la politica dovrebbe essere il regno del problem-solving... PS [momento di rincoglionimento dovuto al lieto evento] avrei voluto esserci alla Sconvenscion, ma quest'anno stavo aspettando la nascita della piccola Elena...avvenuta l'ultimo giorno dell'anno :-)]]></description>
			<dc:creator>pado</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 02 Jan 2020 13:35:55 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52684</link>
			<description><![CDATA[Se interpreto correttamente i commenti qui sopra arrivo a definire la NBA un 'prodotto maturo' (esempio l'automobile) che nel gergo di chi muove tanti soldi è il 'bollino' per una cosa che può solo regredire o al limite svilupparsi in posti dove prima non vendeva (ammesso che in questi posti abbiano soldi liquidi per pagare il prodotto). Il sistema capitalistico-liberista è quasi più spietato nei termini che nell'effettiva operatività. 'Parco buoi' per definire chi mette in borsa i risparmi credo definisca il concetto. Quindi viene da chiedersi quali saranno le prossime mosse della NBA per produrre qualcosa di fresco ed eccitante per il 'parco buoi' degli abbonati alle pay-tv sparsi sul globo terraqueo. Io l'idea ce l'avrei. Uno zaino di piombo del peso del 20% del peso corporeo attaccato alla schiena, adeguatamente imbottito, di tutti i giocatori. Poi vediamo se opportunamente zavorrati ricominciano a usare un po' le meningi.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 01 Jan 2020 22:09:24 +0100</pubDate>
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			<title>andrea-go scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52683</link>
			<description><![CDATA[Anche io non commento quasi mai, essendo assorbito dagli sport invenrali. Mentre capitolo NBA "marco a uomo" Doncic, giocatore di intelligenza cestistica sopraffina che in NBA è ancor più dannoso che in Europa. Come lui stesso ha avuto modo di dire. Ieri è stato, però, pessimo al tiro da 3 (percentuali hardeniane, con un 3-16) ed i suoi Mavs sono stati sconfitti da quegli OKC che, senza Westbrook, assomigliano ad una squadra di pallacanestro. I poveri beoti ammaliati dalle statistiche inutili parlavano di "anno perso" finirà per essere quello in cui faranno meglio ai PO rispetto agli ultimi.]]></description>
			<dc:creator>andrea-go</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 01 Jan 2020 17:05:26 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52683</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52682</link>
			<description><![CDATA[. E il business va sempre coordinato con la parte sportiva: è pur sempre pallacanestro e se la squadra non vince, le cose diventano più difficili." Beh, al di là delle dimissioni del GM,. non mi pare che a Phila. dopo anni di tanking, sia venuto il terremoto, LLAndre: la verità è che , per meri scopi commerciali ed aziendalistici, oggi come oggi, una lega professionistica del Nordamerica deve deflettere dal punto di vista meramente sportivo (mediante cambi al regolamento, nani e ballerina vatrie etc etc) altrimenti va in perdita, avendo i "consumatori dell'evento" diecimilia altre possibili distrazioni..e sarà senrpoe più azienda e commercio e sempre meno sport, ameno nell'accezione che abbiamo sempre considerato]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 31 Dec 2019 10:51:44 +0100</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52681</link>
			<description><![CDATA[Allora, che facciamo? Noi che on siamo di certo i suoi più grandi estimatori (in primis il Padrone di casa) ma che ne riconosciamo la volontà di migliorare e che, in fondo in fondo, è indiscutibile che due o tre cosucce nel mondo del basket le abbia pure fatte.... ..glieli facciamo gli auguri di compleanno? Dalla giornata Tipo: Il tizio con la camicia a quadri beige e azzurri infilata dentro i pantaloni ha ancora lo sguardo perso nel vuoto, le braccia conserte strette attorno al petto, il ciuffo biondo reso unto e appiccicaticcio dalla immobile calura estiva. L’agente immobiliare lo guarda mentre sposta ritmicamente il peso da un piede all’altro, gli squallidi mocassini che affondano un millimetro per volta nella polvere al margine di Hickory Street. Tutto, in questa storia, puzza schifosamente di mercoledì e fioritura di querce. È arrivato qui a bordo di una Chevrolette Chevette SL color panna acida, trazione posteriore, due porte e la dotazione di tutti i problemi del pianale a T della Vega del ’77. Ma questa è un’altra faccenda. Ha lasciato la portiera aperta e ora gli stanno entrando le zanzare nell’abitacolo. “Beh, allora che ne pensa?” chiede l’agente immobiliare, dopo avere guardato l’orologio. “Che ne penso? È un disastro, ecco che ne penso?” risponde la camicia a quadri, che sta per mettersi a piangere. “Certo, c’è qualche lavoro da fare, una mano di vernice…” “Una mano di vernice? Lei vorrà scherzare. C’è da rifare il tetto, ci sono i vetri rotti, ruggine dappertutto, è caduto il camino e, Cristo onnipotente, qualcuno si è portato via la porta d’ingresso” dice la camicia, che ora si avvicina lentamente alla macchina piena di zanzare. “Sicuro di non volere dare un’occhiata dentro, almeno?” La camicia ora sta sudando profusamente, e imprecando sotto il colletto spiegazzato all’ortica. “Beh, per meno di cento dollari al mese, cosa si aspettava?” “Mi faccia un favore -dice la camicia- se ne vada e tolga il mio numero dalla rubrica. Ho già perso troppo tempo con lei”. La Chevette parte sollevando una manciata di polvere. Hickory Street ora è bianca e cosparsa di fumo. Poi, d’improvviso, la macchina si ferma e il finestrino si apre. “Una cosa però gliela voglio chiedere, tanto vale farsi una risata: a che diamine serve la tanica del latte tagliata inchiodata a quel palo del telefono?” “Ci giocano a pallacanestro i ragazzi qui attorno. Qualcuno magari avrà un futuro” La camicia ride, mentre il polverone torna a depositarsi: “Dalla mer*a cresce solo mer*a, se lo ricordi”. Fumo, di nuovo. Sipario. Caspita, qualcuno si è davvero rubato la porta. Ventinove anni, cinque mesi e tre giorni dopo che la camicia se ne è andata, LeBron Raymone James Senior, da Akron, Ohio compie trentacinque anni. Tracciare il luogo dei punti che hanno condotto, sportivamente e umanamente, il figlio di Gloria da quella tanica del latte alla statura planetaria odierna sarebbe al contempo impossibile, rischioso e assai miope. Nella gaussiana lebroniana, la componente onirica è più importante dello specchio della cronaca. Il sogno ha abbondantemente superato la realtà. La carriera di James, come in una serie di diapositive giustapposte, è una collezione interminabile di esplosioni luminosissime, eterni scoppi di una supernova che non cessa di ardere. Come tutte le leggende, LeBron ha piegato le geometrie a cui eravamo abituati, lasciandoci nelle mani una serie di frammenti sparsi ed egualmente meravigliosi, difficili da ordinare. La foto dell’alley oop di Miami, l’urlo liberatorio di “Cleveland, this is for you”, la bomba dall’angolo contro Chicago e ancora e ancora e ancora. Click, click, click. Ancora, è impossibile inquadrare da un’unica prospettiva un uomo che ha realizzato in carriera più di trentatré mila punti, preso circa diecimila rimbalzi, servito novemila assistenze e vinto tre titoli, 4 titoli di miglior giocatore, due ori olimpici oltre ad una serie infinita di altri allori e riconoscenze che paiono bruscolini letti così, alla bell’e meglio. Fa ancora più impressione che tutto questo sia ancora, come direbbero di là dal mare, “in the making”, ovvero in costante evoluzione. I numeri della stagione in corso parlano di doppia doppia di media, con 25 punti, 11 assist e 7 rimbalzi: statistiche irreali per chi è appena entrato nel trentaseiesimo anno di età. Eppure. Eppure, se l’atleta ha già abbondantemente fracassato la barriera che lo separava dall’immortalità sportiva, è quella cavolo di tanica del latte a fare riflettere, a milioni di minuti e di miglia di distanza. Quella tanica del latte che dice di stare lontano dal gossip, dalle scenate e dalle sparate. Quella tanica del latte che insiste a dire di sposare la fidanzatina del liceo ed essere un buon padre. Quella tanica del latte che fa aprire scuole, che offre borse di studio, che costruisce palestre per la comunità. Che ancora oggi predica e impone dedizione, impegno, rispetto, lavoro. Paradossalmente, a colpire è più la strada che LeBron James non ha fatto, di quella che ha fatto. Compie oggi 35 anni il giocatore che è stato il simbolo della pallacanestro mondiale degli ultimi anni e probabilmente uno dei più incredibili atleti dell’ultimo secolo. E compie trentacinque anni anche l’uomo da Akron, Ohio. Ancora oggi, d’estate, lo potete vedere correre su e giù per Hickory Street. https://www.facebook.com/LaGiornataTipo/photos/a.142465759213328/2433968793396335/?type=3&theater]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 20:26:11 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52681</guid>
		</item>
		<item>
			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52680</link>
			<description><![CDATA[Segnalo questa bella intervista a Francesco Alfier, padovano che lavora per i Clippers: https://www.nbareligion.com/2019/12/23/francesco-alfier-clippers-analyst/ Per gli amanti degli aspetti "aziendalistici" dello sport moderno, mi sembra una testimonianza significativa di come funzionino al giorno d'oggi queste organizzazioni. A questo proposito, emblematica questa sua risposta: "In fin dei conti, le squadre NBA sono aziende votate al profitto. Quale ruolo ricopre il marketing? Vuoi che il tuo sport generi profitto? Allora devi proporre un evento di alta qualità e appetibile dal punto di vista commerciale. Per rendere l’idea, ai Clippers abbiamo 60 persone impiegate nelle Basketball Operations e ben 200 nell’area business. Una franchigia NBA è un’azienda che deve vendere un prodotto di intrattenimento 82 volte l’anno in cinque mesi, più i Playoffs, più la Summer League. I biglietti costano, ma l’evento diverte anche chi non è esperto di basket, ogni partita è un’esperienza. Per fare tutto ciò, servono soldi e personale adeguato, pianificazione e razionalità. E il business va sempre coordinato con la parte sportiva: è pur sempre pallacanestro e se la squadra non vince, le cose diventano più difficili."]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 14:55:42 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52680</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52679</link>
			<description><![CDATA[Eh, domande profondissime, quelle del mio corregionale, ci sarebbe da fare un “papiello” ricco di note , cronologiche e personali, le prime certe, le seconde molto meno, ma sospetto che non se ne verrebbe a capo; magari Sergio, nel suo prossimo intervento, vorrà dire la sua (che è mille volte più probante della nostra, non foss’altro che le sue sono convinzioni “di prima mano” rispetto alle nostre, per lo più “libresche” etc..), ma devo dire che il quesito di cicciobruttino, in nuce, è sempre stato anche il mio, e non sono mai riuscito a venirne a capo, nonostante abbia fatto parecchi viaggi nell’ex Jugo. Se posso dire la mia(a Sergio il compito, se vorrà, di stroncare queste mie impressioni…) a me, a lume di naso, è sempre parso che i macedoni fossero i più fatalisti, i serbi, i monenegrini e buona parte dei bosniaco-erzegovesi i più “filo-jugo” mentre i croati e gli sloveni i più critici verso la Federazione; ma mentre gli sloveni con cui ho parlato erano vessilliferi di una critica “di testa”, i croati, per lo più , ragionavano “di pancia”, un po’ simili ai leghisti “d’antan” (“noi sgobbiamo per Belgrado, tutto l’introito del turismo va a Belgrado “ etc..mancava solo “Belgrado ladrona” e poi le somiglianze erano pressoché sovrapponibili):ma queste sono, appunto le impressioni che ho ricavato dai miei viaggi:poi, per dire, anche tra i croati, la differenze nel parlare tra un mio viaggio a Zagabria subito dopo le Universiadi (1897) e il modo di parlare degli stessi zagabriesi solo due anni dopo, al tempo degli Europei di basket (1989) furono per me indicatrici che qualcosa stesse bollendo in pentola: e il viaggio del 1990 a Spalato e Sarajevo me ne diede conferma inoppugnabile: la prima cosa che feci(conservo ancora il taccuino…) al ritorno a Salerno, fu di prendere in mano tutte le copie di Sprint e Tempo e redigere OTTO nuove Nazionali di calcio:una per ogni Repubblica, con quella della Bosnia Erzegovina divisa per tre: una nazionale bosniaca erzegovese “serba” , una “croata” ed una “bosgnacca”; non so perchè, ma ero	CERTO che si sarebbe addivenuti ad una spartizione; certo, non potevo prevedere l’inferno che sarebbe susseguito di li a pochissimo mesi, ma , specie a Spalato, i discorsi erano fin troppo chiari per chi volesse comprenderli…. …la domanda di cicciobruttino mi ha fatto venire, poi, voglia di riprendere in mano alcuni libri che non rileggevo da tempo, e che consiglio agli interessati: due libri di due scrittrici croate ma non , per così dire, “croate di professione” “Balkan Express” di Slavenka Drakulic e “L’esplosione delle nazioni” di Nicole Janigro; e poi “Sarajevo maybe” di Gianfranco Bettin….sono belle letture, non ve ne pentirete…. Intnato, da tempo immemore no si vedeva una partita di regular season del campionato italiano con sapore di playoff: beh, al netto di errori, coperture a rimbalzo ancora rivedibili, ieri è andata in scena quella che, Sassari e Venezia permettendo, sarebbe la più giusta serie finale del campionato: consideraioni sparse: Milano stanchina, le “doppie” di Eurolega , coi viaggi etc l’hanno un po’ arrugginita, Nedovic non c’era, però, certo, a una completezza di roster che (ma lo diciamo un po’ ogni anno, tra tre, quattro anni a questa parte..) dovrebbe darla arrivare in fondo:peri, per dire, tra “4” e “5” erano a regferto Gudaitis, Tarcisio, Scola, Biligha, burns e Brooks:scusarte se è poco…certo, Della Valle deve migliorare, ma il Chacho c’è, Micov è sempre bravo, se riesce a “sincronizzarsi” con le insidie “logistiche” del calendario, beh, all finale ci arriva, presumo (liberissimi Buck e Leo di …….toccarsi tutto il toccabile))))))))))))))) ) Bologna ha invece un bel back court, anche Weems mi pare buono in ala piccola, gli italiani sono “gregarioni” che si fano trovare pronti alla bisogna(sia Paiola, sia Ricci che Baldi Rossi) mi pare , in ultima analisi solo che sotto siano un pochettino deficitarii: mettiamola cos’ì:la Virtus è ad una Rashard Griffith (o, se volete, ad un Clemon Johnson, via..) dalla possibilità reale di competere ai massimi livelli (da “contender,” voglio dire..) nelle due competizioni cui partecipa…. p.s. su Teodosic e Rodriguez non spendo parole…..]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 11:25:53 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52679</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Giovanni scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52678</link>
			<description><![CDATA[Questa intervista è di dieci anni fa, ma si nota grande lucidità da parte della scrittrice: https://www.balcanicaucaso.org/Temi/Unione-europea/Sopravvivere-alla-riunificazione-44757 Interessante la risposta alla terza domanda, dove parla di propaganda nazionalistica già in moto da anni nel 1989. Mi ha fatto tornare in mente la testimonianza di Sergio sui mondiali di basket del 1986, quando si accorse che sul bus della squadra i giocatori serbi e quelli croati sedevano divisi in gruppi separati tra loro...Molto interessante anche la risposta all'ultima domanda, dove delinea la differenza tra nostalgia e mancanza di giustizia sociale.]]></description>
			<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 21:21:06 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52678</guid>
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			<title>Giovanni scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52677</link>
			<description><![CDATA[Post quanto mai interessante. Tanti anni fa, durante uno dei miei periodici "attacchi di curiosità" verso l'est dell'Europa (che mi accompagnano fin dagli anni 70, quando ragazzino ero affascinato dalle varie Dinamo, Lokomotiv, Torpedo e Metallist), mi capitò tra le mani un libro dal titolo intrigante: "Come siamo sopravvissute al comunismo riuscendo perfino a sorridere", della giornalista e scrittrice croata Slavenka Drakulić. In pratica, il punto di vista de "l'altra metà del cielo" sulla vita quotidiana negli anni del socialismo reale, descritti poco tempo dopo la caduta del muro. Un testo misconosciuto, ma a mio avviso interessante per vari motivi: perchè non è nostalgico, ma nemmeno astioso, perchè l'autrice confronta le proprie esperienze di vita con quelle di donne di altri Paesi dell'ex-Patto di Varsavia andando ad intervistarle a casa loro, perchè non nasconde un latente disagio nel vivere il proprio post-muro nei Paesi occidentali (tra cui gli USA) dove rimane spiazzata da talune abitudini di vita consumistiche tanto superificiali ("il cestino dei rifiuti di una stazione della metropolitana di New York che tracima di pezzi di pizza e bevande non terminate", le procura capogiri, ripensando a quanto i cibi fossero preziosi da loro), infine perchè racconta piccoli episodi d'incomprensioni generazionali con la figlia, cui ad esempio rimprovera un'eccessiva frivolezza dettata dalla possibilità di potersi divertire spesieratamente, cosa negatale durante la propria gioventù. Ebbene, questo testo mi ha fatto tornare alla mente il pezzo di Sergio, in particolare quando scrive che "Il vero miracolo è qui in Jugoslavia, dove nessuno fa un tubo e tutti stanno bene". Domanda: fu proprio così? Perchè io leggendo in giro per anni testimonianze di ex-Jugoslavi o di sloveni di Trieste e dintorni, non sono ancora riuscito a comprendere fino a che punto giochi il proprio ruolo l'effetto nostalgia oppure effettivamente si "stesse meglio quando si stava peggio". Capisco che sia qualcosa di estremamente soggettivo (di nostalgici e fieri oppositori ne trovi in ogni epoca e per qualsiasi tipo di regime), ma è innegabile che la Jugoslavia fu un caso di comunismo particolare, vuoi per il suo far parte dei Paesi non allineati, vuoi perchè Tito aveva abbandonato il Comintern. Ma pur sempre di comunismo si trattava, pur sempre dall'altra sponda dell'Adriatico si guardava verso l'Italia con un misto di rivalità (che soddisfazione poter battere le nostre ricche squadre, vero?) e di invidia (come mi piacerebbe avere i jeans che vanno di moda da loro). Ecco a me, persona del sud Italia, piacerebbe comprendere fino in fondo come stessero realmente le cose, al di là delle nostalgie, al di là delle attuali strumentalizzazioni politiche post-ideologiche, al di là del naturale risentimento sloveno verso gli "italiani brava gente". Semplicemente capire, per arricchire il mio desiderio di sapere oggi, dal momento che non potei vedere coi miei occhi allora.]]></description>
			<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 20:53:01 +0100</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52676</link>
			<description><![CDATA[Finalmente si sono decisi...era ora... Addio all'Olanda: da oggi in poi solo "Paesi Bassi" Lo stop all’uso del nome “Olanda” sarebbe motivato dal bisogno di creare un’immagine “più semplice” del Paese, oltre che da ragioni di precisione geografica Con la fine del 2019 termina anche la doppia toponomastica “Olanda-Paesi Bassi”. Il governo dell’Aia, scrive La Repubblica, ha infatti deciso di mettere fine all’uso alternativo delle due denominazioni per identificare il Paese dei polder, stabilendo che, da oggi in poi, la nazione si chiamerà soltanto “Regno dei Paesi Bassi”. Il cambio di nome, chiarisce il Guardian, è il risultato di un recente accordo concluso tra l’esecutivo, l’ente nazionale per il Turismo e la confederazione degli industriali. Entro il prossimo gennaio avrà appunto luogo questa rivoluzione linguistica, che determinerà la correzione di tanti simboli finora associati allo Stato Ue. Ad esempio, riferisce il quotidiano romano, lo storico logo che ha pubblicizzato l’Olanda negli ultimi venticinque anni, ossia il disegno di un tulipano affiancato dalla scritta "Holland", verrà modificato mediante la sostituzione di quest’ultima con le lettere "Nl", acronimo di "Nederland". Le ragioni ufficiali dello stop alla doppia toponomastica sono state esposte lo scorso novembre, spiega la stessa testata, da Sigrid Kaag, ministro del Commercio estero dell’Aia nonché prima sostenitrice della riforma: “Puntiamo a costruire un’immagine più semplice del Paese, che aiuterà le nostre esportazioni e che servirà ad attrarre investimenti e talenti nelle nuove tecnologie, nello sport e nell’industria culturale”. Oltre alle ragioni elencate dalla Kaag, il cambio di nome sarebbe giustificato da esigenze di correttezza geografica, dato che il termine “Olanda” indica formalmente due delle dodici province della nazione dei mulini a vento, entrambe sulla costa ovest: l’Olanda settentrionale, in cui si trova Amsterdam, e l’Olanda meridionale, che comprende città quali l’Aia e Rotterdam. Il motivo reale della svolta governativa sarebbe però la necessità delle autorità neerlandesi di tagliare ogni legame con il “turismo sessuale”. L’esecutivo dell’Aia, riporta Repubblica, avrebbe infatti scelto di mettere fine all’uso del nome “Olanda” perché quest’ultimo sarebbe ultimamente divenuto sempre più associato al quartiere a luci rosse di Amsterdam, pieno di vetrine che espongono ragazze seminude e di locali in cui è possibile consumare tranquillamente marijuana. Per effetto della rivoluzione linguistica promossa dal governo, sui documenti ufficiali di ministeri, ambasciate, università ed enti locali campeggerà di conseguenza esclusivamente la dicitura “Regno dei Paesi Bassi”. Per eliminare l’errato toponimo “Olanda” dagli stessi atti pubblici verranno impiegati, sottolinea il giornale romano, ben 200 mila euro. La nuova corretta dicitura nazionale verrà subito impiegata nelle grandi manifestazioni canore e sportive del 2020, come l’Eurovision Song Contest e le Olimpiadi di Tokyo. Un portavoce del ministero degli Esteri dell’Aja, citato sempre da Repubblica, ha quindi affermato che l’uso della denominazione “Paesi Bassi” nei grandi eventi del prossimo anno metterà fine alla “curiosa” abitudine di promuovere all’estero soltanto una provincia del Paese Ue, invece dell’intero Regno. Il portavoce ha contestualmente precisato, riferisce la medesima testata, che la svolta linguistica servirà anche a preservare lo Stato affacciato sul Mare del Nord dal “turismo di massa”, rappresentato dai milioni di visitatori che giungono annualmente nella terra dei tulipani non con l’intento di conoscere la storia di quella comunità, ma con il solo fine di fermarsi in poche rinomate vie di Amsterdam. Questa è la notizia; e lode ai croati che (a differenza dei serbi...) hanno sempre usato il giusto nome Nizozemska piuttosto che quello ..limitato di Holandija.]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 28 Dec 2019 13:12:10 +0100</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52675</link>
			<description><![CDATA[1. Quando torno dalle Sconvenscion mia moglie mi fa sempre la stessa domanda: "Ti sei divertito?". Io: si tanto. Moglie: "Sono contenta, la prossima?" Io: non so sarà tra 6 mesi, ma spero di poterci andare. Nota a margine: le bottiglie di Zidarich hanno creato bei momenti a diverse persone destinatarie di regali o acquisto su commissione. Anche per questo sono contento della partecipazione alla Sessione Autunnale della Sconvenscion. Per altre cose c'è la MasterCard. 2. Scrivo il post dopo aver letto solo l'inizio del commento di Sergio. Disclaimer: non era mia intenzione creare turbamento o incazzatura (o quella cosa che la mia prima moglie con bel neologismo definiva 'scrotociclosi', ossia giramento di balle) facendo un copia e incolla da un giornale nel quale agiscono 100 teste più o meno pensanti e che per lo stesso motivo ha dei lettori più o meno pensanti ed eventualmente allineati (o meno) su quanto leggono. E' il bello di tenere in mano il timone delle proprie idee. Infatti quando ho letto l'articolo/recensione la prima cosa che ho pensato è stata "chissà Sergio Tavcar cosa ne potrebbe dire". Bingo. Ora lo sappiamo tutti. 3. Oggettivamente, quando leggo queste cose su un argomento così importante e 'delicato' nello stesso tempo, non saprei con chi altri condividerlo per confrontarmi: chiedo scusa, non lo farò più sul blog. Lo stampo e lo consegno bevi manu in busta chiusa e sigillata a ceralacca alla prossima Sconvenscion. 4. Specifico quanto messo in risposta a Leo: è fin troppo evidente che sia nella DC che nel PCI tra gli anni 50 e 80 ci siano state eccellenze e disastri. Archiviare tutto con un giudizio manicheo e definitivo mi pare comunque un errore (e per fare un esempio, se mi mettono a fare il gioco della torre con Tina Anselmi e Nilde Iotti tengo Tina con la quale poi vado farmi un risotto al radicio trevisan con do gotti de cabarnet).]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 22:53:40 +0100</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/395-inizio-e-fine-della-storia#comment-52674</link>
			<description><![CDATA[In effetti, questa descritta da Sergio è , a mio parere, la versione di come sono andate le cose più aderente alla realtà “oggettiva”(posto che, nella discussione sugli eventi storici, possa mai esistere una realtà “oggettiva”:mi ricorda la “querelle“ letteraria sul verismo di Verga, “verista” sì, ma “partecipe soggettivamente” delle avventure dei suoi “epoi tragici” nei Malavoglia e Mastro don Gesulado) che chi non abbia gli occhi foderati di prosciutto e sia aprioristicamente, dogmaticmente “tifoso” della vulgata della sua parte possa trovare. Io l’ho detto in tempi non sospetti: forse (e sottolineo forse, non mi spingo più in là..) ad una “terra degli Slavi del Sud”, come quella nata a Versailles nel 1919, non si sarebbe mai dovuto arrivare, stante le differenze ad ogni livelli dei popoli che rientravano in essa(e si tace , nel regno SHS dell’elemento bosgnacco, che pure, come avremo visto una sessantina, settantina di anni dopo, a partire dalla Dichiarazione di Alija Izetbegovic, era un discrimine non da poco); ma al contempo, una volta che ci si era arrivati, (anche sotto le spinte, perché no, ideali e letterarie dell’illirismo, con i croati, in questo caso, a fare , paradossalmente, gli “jugoslavi” d’antan, come Gaj, Strossmaier etc) la Comunità Internazionale, (magistralmente descritta da Sergio, specie per quello che riguarda gli USA e la loro considerazione di ciò che non avviene a casa loro) avrebbe dovuto fare del tutto affinché non si arrivasse ad una dissoluzione statuale che, (a differenza di quella pacifica dei cechi e degli slovacchi),anche “i passeri sul ramo”(proverbio di quelle terre) sapevano che non sarebbe stata indolore per il popolo minuto. Ed avrebbero dovuto, appunto, caldeggiare assai più fermamente, la ragione di una “Confederazione a maglie larghe”(come proposto, appunto da Milan Kucan e ,se non vado errato e la memoria non mi inganna, dal leader macedone Kiro Gligorov: forse non è un caso che sia no stati proprio i leader delle due Repubbliche “linguisticamente eterodosse” a fare la proposta più sensata…); invece per i più svariati motivi ( tra cui una Germania che pensava all’Unità, una Russia allo sfascio anch’essa e Washington a muoversi, come quasi sempre, come una elefante in una cristalleria) a tutto ciò non i è avvenuto ed è iniziato l’inferno…e dire che, pure nella forma di una Confederazione a maglie larghe, una Jugoslavia “unita” sarebbe entrata nell’UE con paramentri economici di certo non tanto inferiori all’epoca (per quello che ne ho letto..) a, per dire, Romania e Bulgaria, paramentrati, appunto al momento in cui queste altre due Repubbliche balcaniche sono entrate a far parte di Bruxellandia….e invece si partì con la “guerra dei 10 gioni”, e poi la Knin e Vukovar, e poi Sarajevo, Gorazde, Srebrenica e Kravica, e poi Belgrado e Surdulica, e poi, e poi, e poi….bah, uno vorrebbe avere le pillolina che lo aiutasse a dimenticare gli orrori invece... Per chi fosse interessato , c’è questo canale youtube https://www.youtube.com/watch?v=z1niGyJC-jk&list=PLtHSI-cvvke1uiucS_dKe5anxwKfdLsgs https://www.youtube.com/watch?v=oeffMPCHFY8&list=PLtHSI-cvvke2Vr1I_Gly_NYauOgV4_PGC in cui l’autore ha raccolto le fasi salienti del conflitto tra la JNA e la Difesa Territoriale slovena della Guerra dei dieci giorni e il conflitto tra JNA e Croazia… per lo più sono tratti dai servizi di RAI 3 del Friuli Venezia Giulia… alcuni filmati sono un po’ “graphic” come direbbero gli americani(specie quelli che riguardano i fatti di Vukovar) ma rappresentano comunque un documento che, per chi è interessato a quelle vicende, non sii può mancare di prendere in esame… Tornando al basket, nell’incipit del pezzo il Nostro ha vergato: “a parte seguire quello che fa Dončić, unico bagliore di luce in quel deserto che è l'NBA, e infatti proprio di lui volevo scrivere ma non avevo vere motivazioni,” Eh, caro Sergio: invece i lettori del blog hanno la…. verissima motivazione di venire a sapere, dalla prosa sapida e netta del Sumeramikoto, che ne pensa lui (cioè tu…) di ciò che sta succedendoin America …in breve, dall’inizio della Regular season, ….. Lucariello “conquista” tutta l’America settentrionale, Messico compreso, tutti parlano di lui ad ogni livello,il Reverendo lo “degna” dell’epiteto di “damned motherfucker” (che è un elogio, quasi un’investitura..), poi si è distinto pure per iniziative benefiche per un bambino sloveno gravemente malato di stanza negli States : https://bleacherreport.com/articles/2865021-luka-doncic-meets-child-with-rare-muscle-condition-he-helped-raise-22m-for non solo, è di ieri la notizia che una bambina di Houston ha iniziato a piangere come la pazza https://www.index.hr/sport/clanak/curica-je-plakala-jer-ne-moze-gledati-doncica-dobila-je-najljepsi-bozicni-dar/2143295.aspx perché i genitori l’hanno mandata a nanna non avevandole permesso di vedere la partita dei suoi Mavericks (“suoi” perché la piccola è tifosissima, più che dei Mavericks, del “bocia” di Lubiana: che dire, intenditrice sin da piccolissima:di HOU e delle spingardate di Westbrook e Harden, non gliene frega un tubo….applausi….), poi ieri ritorna dall’infortunio ed agli Spurs di coach Pop ne mette 24, conditi da 10 rimbalzi e 8 assit. Beh, ce n’è di carne al fuoco perché…..non si debba aspettare il prossimo compleanno di Sergio e il Nostro ritorni sul blog a spiegarci (please…) che ne pensa del fatto che il figlio di Miriam abbia “mesmerizzato” non solo l’NBA ma proprio un Continente, e che oramai la sua persona travalichi il mero aspetto sportivo… sì, Sergio, ci aspettiamo (credo di parlare per tutti..) le tue considerazioni sulla “Doncicmania”… don’t be long…….]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 22:47:33 +0100</pubDate>
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