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		<title>Privati pensieri pubblici</title>
		<description>Discussione Privati pensieri pubblici</description>
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		<lastBuildDate>Fri, 01 May 2026 22:38:28 +0200</lastBuildDate>
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			<title>marcoGO scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53359</link>
			<description><![CDATA[Grande Sergio, la penso esattamente come te!]]></description>
			<dc:creator>marcoGO</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 18:06:45 +0200</pubDate>
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			<title>Boki_ZD scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53327</link>
			<description><![CDATA[Uuuuuuu, articoletto pepato questo. M'intriga soprattutto l'osservazione su come la ricerca non possa dipendere dai privati e su come debba essere scissa dal concetto di profitto o convenienza. Non a caso, forse il piu' grande innovatore degli ultimi 100-150 anni, Nikola Tesla, e' stato uno totalmente fuori dagli schemi e vedeva molto al di la' di quelli che potevano essere i guadagni sulle genialita' che concepiva e metteva in pratica. Sara' stato anche uno che viveva ai limiti dell'autismo e sicuramente avra' avuto le sue manie, di certo questo suo fuggire la sfera materialista lascia pensare. Sull'educazione concordo in pieno, la coerenza e' tutto. Voglio dire, puoi crescere e diventare anche un'altra persona rispetto ai tuoi genitori (si spera migliore e senza essere lo stampino di qualcuno), ma se riesci a assimilare il concetto di "vivi e lascia vivere" vuol dire che qualcosa di buono te l'hanno trasmesso. Devo dire che in questo con me nel complesso non hanno toppato, pur essendo stato "svezzato" in un ambiente in cui la religione era molto importante (i miei li vedevo in maniera concreta solo nei fine settimana perche' lavoravano, tocco' a nonna stare con me) - riflettendoci, forse questa e' stata una delle ragioni per cui lo svezzamento e' stato anche un tira e molla che per anni ha voluto plasmare in una determinata maniera una persona col carattere diametralmente opposto. Nel caso specifico, mia nonna, da brava chioccia emiliana, pensava a proteggermi da tutti i mali di questo mondo, mentre io ero uno estremamente estroverso e pieno di interessi. Questo ovviamente pote' farlo fino all'eta' adolescenziale, poi il mio vero carattere venne fuori, anche se ci volle un bel po' di tempo e certe reminiscenze del passato hanno lasciato tracce. Pensando a mio padre, credo di non aver mai conosciuto una persona moralmente piu' integra, caratterizzato da una dignita' impressionante, tanto da rifiutare proposte professionali allettanti, ma altrettanto "sporche". Forse questa crisi avra' anche i suoi risvolti positivi nell'ambito della fiducia nelle istituzioni religiose, in un paese piu' cattolico di tutti i pontefici messi insieme, dove la Chiesa e' completamente avulsa dai problemi quotidiani della gente ed e' letteralmente un'entita' feudale ed un tentacolo politico (se non un partito non registrato) dell'estrema destra. Noi siamo praticamente tornati ai tempi antecedenti la Rivoluzione Francese. Ora toccherebbe farla e togliere i privilegi ai maggiori proprietari terrieri del paese.]]></description>
			<dc:creator>Boki_ZD</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 11:53:46 +0200</pubDate>
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			<title>Franz scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53326</link>
			<description><![CDATA[Io invece non posso dirmi ateo, penso infatti sia una contraddizione in termini dirmi privo di un qualcosa che non esiste. A parte questo, comunque, non voglio banalizzare: trovo solo troppo semplicistiche, se non proprio del tutto immotivate e irragionevoli, certe adesioni incondizionate senza il minimo confronto critico tra tutte le "offerte" presenti sul "mercato". Certo, ci possiamo girare attorno quanto vogliamo e fare tutte le considerazioni sociologiche e antropologiche del caso ma la sostanza dei fatti rimane quella. Da bambini gli raccontano che le cose stanno in un modo poi crescono, si rendono conto che esistono tantissime altre "realtà" ma non approfondiscono, non confrontano, rimangono fermi, sulla base di non si sa quali presupposti, sulle loro convinzioni. A me sembra puerile, che ti devo dire.]]></description>
			<dc:creator>Franz</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 02:49:27 +0200</pubDate>
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			<title>pado scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53325</link>
			<description><![CDATA[Però, al di là dell'ironia, io trovo un po' miope queste visioni della religione. La religione è un fatto culturale e collettivo prima ancora che individuale. Avere una religione significa cercare certezze non solo in un padre spirituale o in un dio, ma prima ancora in una comunità. Io sono ateo, ma le religioni in generale non le sopporto non perché veicolo di "balle", ma perché riproducono certi valori e visioni del mondo che proprio non sopporto... Però non le banalizzerei così.]]></description>
			<dc:creator>pado</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 02:05:53 +0200</pubDate>
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			<title>Franz scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53324</link>
			<description><![CDATA[Ho sempre provato un misto di stupore e commiserazione nei confronti degli adepti delle molteplici forme di culto (che io personalmente considero credulità) che si trovano sul nostro pianeta. In particolare, poi, mi sbigottisce più di tutto il meccanismo di scelta di uno tra tanti. Ecco, soprattutto quando io devo acquistare un tipo di prodotto che non ho mai acquistato prima, mi informo il più possibile sulle caratteristiche dello stesso e quindi metto a confronto le varie marche prima di muovere qualsiasi passo. E più è importante il prodotto che devo scegliere e più sono cauto nel confrontare le varie tipologie. Cosa fanno invece i cosiddetti credenti? Che, non me ne vorrete, anche per questo mi viene da chiamare più propriamente creduloni? Prendono, nella stragrande maggioranza dei casi, il primo dio che capita a tiro! E senza nemmeno considerare le decine, se non centinaia o anche più, di alternative! Cioè, spesso da bambini, scelgono il primo Dio che passa, lo abbracciano con convinzione ed escludono per il resto della loro vita, senza conoscere niente delle possibili alternative, che tutti gli altri possano esistere e che l'unico nel quale credere fra tanti è proprio il loro. Incomprensibile se non addirittura grottesco!]]></description>
			<dc:creator>Franz</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 00:32:51 +0200</pubDate>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53323</link>
			<description><![CDATA[ Io credo che questa emergenza abbia aiutato molte persone a capire come ragiona in generale una nazione imperiale ed in particolare l'unica egemone al momento presente sulla scena mondiale. L'ammaliante immagine dell'american way of life - dalla quale sono stato anch'io sedotto da adolescente - viene propagandata attraverso un raffinatissimo soft power su scala mondiale. Quando, di fronte all'emergenza Covid 19, diventa impossibile nascondere le condizioni di vita dell'americano medio - per non parlare degli strati più deboli della società - tutti si rendono conto che l'immagine holliwoodiana è pura finzione. Però - ed qui secondo me che manca il salto di qualità nell'opinione pubblica - ancora in pochi si domandano perché la società del paese più potente sulla faccia della terra viva in quelle condizioni. Per noi che siamo abituati a pensare che il benessere economico e la giustizia sociale siano tra gli obiettivi primari che uno stato deve perseguire tutto ciò appare inspiegabile. Per chi mette invece gli obiettivi di natura geopolitica al primo posto, la sofferenza di ampi strati della popolazione non solo è tollerata, ma è addirittura funzionale alla propria strategia. E' uno dei prezzi che vanno pagati per il mantenimento di un impero su scala mondiale. Dall'altro alto, lancio una provocazione a Sergio. A nessuno di noi verrebbe in mente di far cambio con le condizioni di vita dell'americano medio. Faccio però notare che anche noi paghiamo un prezzo per il nostro benessere: mi riferisco al fatto che siamo un paese - come tutti quelli membri della NATO del resto - a sovranità limitata, ancora occupato militarmente a 70 e più anni dalla fine della seconda guerra mondiale. There ain't no such thing as a free lunch ...]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 23:50:04 +0200</pubDate>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53322</link>
			<description><![CDATA[ A parte il fatto che dal punto di vista tecnico sono raffinatissime, fuffa da che punto di vista?]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 23:20:42 +0200</pubDate>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53321</link>
			<description><![CDATA[Io credo che, oltre a una componente di ingordigia, ci siano anche dei fattori strutturali del modello attuale di sviluppo economico che inevitabilmente hanno portato a tutto questo. Finita l'onda lunga della ricostruzione post bellica, mi chiedo in che altro modo si sarebbe potuto alimentare una crescita economica così esasperata, se non con una smisurata iniezione di liquidità, combinata con la spinta all'accumulazione di beni di tutti i tipi? Per dirla alla Fini, il sistema attuale "sembra una bicicletta che ha bisogno di andare sempre più veloce per rimanere in equilibrio".]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 23:06:59 +0200</pubDate>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53320</link>
			<description><![CDATA[(Sono sicuro che la prossima volta che ci vediamo, verrò incenerito da Sergio per quello che sto per scrivere) E così si scoprì che anche nell'animo di Sergio c'è una venatura dei furlani duri e puri, archetipi di tutti gli abitanti dell'Alpinia :)]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 22:57:42 +0200</pubDate>
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			<title>LLANDRE scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53319</link>
			<description><![CDATA[Mentre leggevo il primo paragrafo, ho avuto la netta sensazione che quello sarebbe stato il tono di tutto il post di Sergio - credo senza ombra di dubbio il più intimo nella storia più che decennale del suo blog - e ho quindi pensato che il silenzio sarebbe stata l'unica cosa giusta da fare, di fronte ad un intervento così profondo. Nel seguito, il registro si è però fatto più "leggero", nonostante l'importanza dei temi affrontati. Non penso quindi di essere inopportuno se riprendo alcuni dei temi in discussione.]]></description>
			<dc:creator>LLANDRE</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 22:50:28 +0200</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53318</link>
			<description><![CDATA[Ho il sospetto, confortato da qualche notizia qua e là, che in Sicilia (per dire un posto tra gli altri) la sanità esercitata in cliniche e ambulatori privati (ma convenzionati! il pubblico deve sempre essere una mucca da mungere) sia largamente diffusa.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 21:45:18 +0200</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53317</link>
			<description><![CDATA[Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te" è la regola d'oro. "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te", è meno esigente e perciò detta anche "regola d'argento". Un parere al riguardo? Io che sono cresciuto in una famiglia protestante ho ricevuto l'insegnamento 'Fai' e quando ho scoperto che nel cattolicesimo vigeva il 'Non fare' ho pensato "boni tuti" (chiunque può farlo tradotto dal veneto) ma il mondo tendenzialmente peggiora. E' il problema dei giochi a somma zero che potete trovare ben spiegata in 'Istruzioni per rendersi infelici' di Paul Watzlawick. Libro consigliato.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 21:41:34 +0200</pubDate>
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			<title>LEO1962 scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53316</link>
			<description><![CDATA[Llandre A giugno 2019 l’esposizione complessiva nozionale in derivati era pari a 120 trilioni di dollari, con un ammontare medio di scambi giornalieri pari a 14 trilioni. Il che significa che, con stima prudente, che non tiene conto dei pur numerosi scambi infragiornalieri (ossia di transazioni che si aprono e chiudono nell’arco della stessa giornata), ogni anno in media si muovono solo sui derivati, a livello mondiale, almeno 3mila trilioni di dollari (ossia 3 milioni di miliardi di dollari), una cifra pari a circa 50 volte il Prodotto interno lordo globale. Sulla finanziarizzazione dell'economia penso che sia stato veramente il più grande sbaglio degli ultimi 50 anni. Lavoro tutti i giorni nel campo dell'economia reale, cioè presto soldi alle aziende per acquistare cose tangibli, camion, macchinari, pc, ecc. vedere che l'economia ha per il )9% transazioni speculative mi lascio basito. I colleghi che lavorano nei titoli, devono vendere prodotti su cui loro stessi nutrono talvolta dubbi, ma non tanto per la Banca, proprio per il mercato che è più drogato di un pesista bulgaro e di un fondista finlandese degli anni 90.. Basti pensare che le azioni del mercato americano sono state sostenute da acquisti delle stesse società per tenere alto il prezzo nell'ordine di 16.000 ( sedicimila ho scritto giusto), miliardi di dollari, cioè 6/7 volte il nostro debito... Le transazioni speculative andrebbero proibite in maniera drastica, e cosi' le monete virtuali, tutta fuffa pericolosissima... Peggio dell'NBA di oggi.,.]]></description>
			<dc:creator>LEO1962</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 20:01:45 +0200</pubDate>
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			<title>pado scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53315</link>
			<description><![CDATA[Io non so se sono un laico sano o un laico malato, io dico solo che va benissimo riconoscere il ruolo pubblico della religione, basta non riconoscerle un ruolo statale. Pubblico e Stato non sono la stessa cosa. Quindi ben venga la religione, le organizzazioni religiose, l'associazionismo, sono tutte cose importanti, ma (specie se si tratta di organizzazioni piuttosto benestanti) con i soldini tuoi e senza imporre agli altri i tuoi valori (e non importa che una religione sia maggioranza o no, perché lo Stato tutela anche le libertà individuali nei limiti del bene collettivo).]]></description>
			<dc:creator>pado</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 17:05:05 +0200</pubDate>
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		</item>
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			<title>pado scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53314</link>
			<description><![CDATA["Quello che mi sembra di aver capito è che si tratta di un mondo di squali feroci e famelici nei quali prevale il più spietato nonché il più furbo [.. ] E questo sarebbe il mondo nel quale vi piace vivere? A me no". Il mondo si divide fra chi, preso atto delle ingiustizie esistenti, risponde (per pigrizia o per convenienza) "che ci vuoi fare, è sempre stato così" e chi invece non ci sta. Se non fosse per questo secondo gruppo di persone, saremmo ancora alla servitù della gleba.]]></description>
			<dc:creator>pado</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 16:42:36 +0200</pubDate>
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		</item>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53313</link>
			<description><![CDATA[Sempre sul tema laicità. Ad esempio a me non crea alcun problema l'esposizione del Crocifisso nei posti pubblici. Se va bene per la maggioranza è ok. . La cosa che mi sento di portare all'attenzione è che mio cognato da qualche anno si è stabilito in Svizzera. Quando ha fatto la pratica all'ufficio immigrazione gli hanno chiesto se fosse di qualche religione. Lì per lì voleva dire 'ateo', ma poi ha avuto paura che facessero delle verifiche e quindi, in quanto battezzato, cresimato (e tutto il resto: si era pure sposato in chiesa) ha detto 'cattolico'. Dopo un po' gli è arrivato da pagare il contributo ANNUALE di 700 euro (che tra l'altro non aveva) e questo lo ha fatto tornare all'ufficio immigrazione insieme alla sua compagna che ha garantito che al momento di dichiarare 'cattolico' non aveva idea che questo corrispondesse ad un esborso economico. Quindi fatta la variazione, risolto il problema. A testimonianza che la Confederazione è di larghe vedute dal punto di vista burocratico CON EFFETTO RETROATTIVO. . Detto questo, se in Italia essere cattolico comportasse una spesa viva di qualche centinaio di euro, quanta gente lo farebbe? E se ci fosse un biglietto di ingresso da pagare per entrare in chiesa, in quanti lo farebbero?]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 16:32:15 +0200</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53313</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53312</link>
			<description><![CDATA[Un modo di vedere veramente interessante. Credo anche io che ci sia un imprinting famigliare e poi un percorso personale che dura tutta la vita ed è esistenza e senso di esistere allo stesso tempo (non mi viene da dirlo meglio…)]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 16:19:48 +0200</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53312</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53311</link>
			<description><![CDATA[Riprendo due post arrivati in fondo al commento precedente. @ Skuer: grazie per il contributo su Bargnani. Credo che il soprannome 'Mago' sia ancora più giustificato. Il Mago ti fa vedere una realtà virtuale diversa dall'esistente (il coniglio che viene fuori dal cilindro) e quindi Bargnani ci è apparso come uno 'sportivo' (e i nostri giudizi sul suo gioco erano parametrati a quella categoria) mentre per lui il basket era altro. . @ Llandre: i soldi… argomento sconfinato. Una cosa che mi sentirei di dire è che da quando non c'è più il regime di convertibilità del denaro in oro i soldi fanno parte della massa finanziaria. Motivo per cui alcuni economisti hanno presentato dei sistemi alternativi per cui il denaro viene a sparire. Qui mi fermerei perché non mi sento così ferrato in materia. Di certo c'è questo modo di dire tra gli economisti di tipo (neo)liberista: nei momenti di crisi massima si può ricorrere all' helicopter money. Figurativamente l'elicottero che butta pacchi di soldi dal cielo. Così riprende la 'domanda' e quindi la produzione (adesso siamo in fase di crisi contemporanea di domanda e offerta quindi ci stanno pensando seriamente…). Questo del denaro regalato contrasta però con una massima nota tra gli economisti che dice 'puoi mettere il secchio d'acqua vicino al cavallo, ma non puoi costringerlo a bere'. Questo per dire che oltre a dare soldi alla gente devi dare delle motivazioni per spenderlo. Motivazioni che potrebbero non esserci. Mentre lo Stato quando in prima persona si preoccupa e occupa di dare risposte ai bisogni sociali con investimenti in istruzione, sanità, ricerca (quanto dice Sergio qui sopra) i soldi li fa girare di più, più stabilmente e con beneficio di tutti. E a proposito dei soldi ricordiamo cosa ne diceva il mitico calciatore George Best: "tutti i miei soldi li ho spesi in alcol, ragazze e auto sportive; il resto l'ho sperperato" (citazione a memoria, potrebbe essere un po' diversa ma il senso rimane quello).]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 16:14:46 +0200</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53311</guid>
		</item>
		<item>
			<title>VladanJanković scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53310</link>
			<description><![CDATA[Queste sono delle domande che ogni essere umano dovrebbe porsi in questo momento. Il mondo nel quale siamo cresciuti e sopratutto quelo che e' diventato nei ultimi 20-30 anni sta proprio per finire. Stiamo precepitando in una crisi cosi grave che per forza portera tutti a fare delle scelte diverse di quele fatte fino addesso. E' portera' tutti a pensare in modo diverso. Dalle ''ceneri'' poi nascera una nuova societa' che avra' molto piu senso. Forse sembra esagerato, ma a mio modo di vedere stiamo assistendo alla storia, proprio come nel' anno del Inter della triplette :). Ci porteremo dietro questa emergenza virus per 2-3 anni, cambiera' il modo di vivere, di viaggiare (o non si viaggera' per solo piacere proprio piu), crisi economica sara' epocale, non ci saranno' i raduni di piu di 100 persone, cioe niente partite, concerti, teatri ect. Capiremo dopo la dura lezione cosa e' importante e essenziale nella vita, e da li nasceranno delle idee per come organizzare la societa' di nuovo. Parlando della fede e religione, secondo me, non si puo fare in modo serio e completo se non si prende in considerazione esoterismo che e' l'essenza di tutto le religioni e pratiche spirituali che esistevano molto prima delle tre religioni principali monoteiste. Un esoterista vero, un yogi o sciamano non crede in dio, loro sarebbero daccordo con Sergio, solo idea di credere li farebbe ridere. Loro sanno che il dio esiste, perche hanno sentito la sua esistenza con la essperienza. Per loro il dio e' la forza che e' prima di tutto dentro di loro, e' la loro essenza, poi e' anche la forza che governa tutte le leggi della natura e cosmo. Dopo molte essperienze, ''se io faccio questo accade questo, se io impiego la mia credenza, la mia Volonta, le mie emozioni e azioni in questo modo accadra esatamente quello che voglio'' ect. ect. Gente comune chiama questo la preghiera. Consco alcuni esoteristi di elevatissimo livelo che alla domanda ''credi in dio'' rispondono ''no, ma se mi serve lo uso''. Nel hinduismo (che include in se' piu filosophie, anche contraditorie tra di loro, che tutte le altre religioni del mondo inssieme), esistono delle tradizioni che sono atee. Non credono in un essere supremo ma in una esestenza intelligente che regola tutto. Anche nel budismo e' molto simile. Per loro ultima realta' non e' un essere ma shunyata, il ''vuoto'' inteligente per mancanza di parola migliore. Maggironza di noi in Occidente conosciamo solo il cristianesimo o siamo atei, ma le tradizioni orientali offrono molte altre interessanti opzioni per il modo di vedere la realta' e l'universo. Qui entriamo nei limiti della nostra posizione come persone di quale parlava Sergio, cioe essere nati in una certa famiglia, e io aggiungerei in certa nazione o cultura: non sappiamo cosa dicono le altre, che forse potrebbero andare meglio per la nostra indole. Nel Oriente credono nella reincarnazione. Loro prendono in considerazione una cosa che non esiste in cristianesimo: atman, che sarebbe l'anima della nostra anima. Non esiste neache la parola in Occidente per atman. Sigjifica che io come Vladan sono solo una esperienza del mio atman che assorbe in se' quando moio tutto il sapere, l'esperienza e il livelo di coscenza che ho raggiunto in questa vita e poi si incarna come altra persona piu volte. Da qui nasce il nostro carattere che e' il fruto della genetica della famiglia in cui siamo nati, della educazione e l'ambiente in cui viviamo nei primi anni di vita, ma loro nel inssieme sono gia ''scelti'' dal nostro atman come naturale conseguenza del livelo raggiunto nella vita passata (karma) e del desiderio che cosa sperimentare e imparare in questa vita. Senza questa concezione la diversita' che c'e nelle esperienze che gente abbia nel notro pianeta sarebbero inspiegabili: inteligenza e ignoranza, richezza e poverta', ect. ect.]]></description>
			<dc:creator>VladanJanković</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 15:57:55 +0200</pubDate>
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			<title>Edoardo scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53309</link>
			<description><![CDATA[Non so quanto il papà di Sergio fosse al corrente dei progressi delle neuroscienze, ma la frase che diceva al piccolo Sumeramikoto rispecchia in pieno ciò che gli studi ultimi non fanno che riaffermare in maniera adamantina: tutto ciò che “conta” avviene nei primi quattro (forse, magari, sette) anni di vita; il resto lo mette “l’esperienza”. Chapeau, in ogni caso,al signor Tavcar. Bel dilemma, ed eterno, se siano i geni ricevuti nel “pacchetto cromosomico” o l’ambiente: gli inglesi condensano il tutto nei due “idioms” opposti: o è: “nature over nurture” , o è “nurture over nature”. Se ho ben capito (ma magari no, e me ne scuso) il senso del post di Sergio, il tutto potrebbe essere riassunto in : 1)Vivi e lascia vivere 2)In mancanza di “certezze verificabili” nell’ambito spirituale e religioso(d’altro canto, se fossero “verificabili, sarebbe una contraddizione in sé…) , vale la massima aurea: non fare agli altri quello che non vorresti /fai agli altri quello che vorresti …etc 3)Stato laico e aconfessionale (right!) e “Pubblico sì, privato no” nei principali nodi strategici della società. (scuola sanità etc). In nuce, un programma di vita che può, a grandi linee, essere condiviso da tutti noi, credenti nel trascendente o meno che si sia; ma, ecco, parrebbe che la Società (le Società) si siano sviluppate (e, ahimè, continuino a farlo) in direzioni abbastanza confliggenti con i desiderata di Sergio, specie nell’ultimo punto: anche in Paesi in cui lo stato è sempre stato,storicamente, forte (Russia zarista e bolscevica, Cina maoista e, recentemente, comunista in politica e tendenzialmente liberista in economia) , si assiste ad una sempre più marcata commistione tra pubblico e privato, ed anche in questi Paesi sono sorte scuole di ogni ordine e grado, istituzioni sanitarie etc etc in cui il “privato” si affianca al “pubblico” nell’erogazione di determinati servizi. Questa la realtà effettuale, come direbbe Machiavelli. Intendiamoci credo che sia sentire di tutti il ritrovarsi stomacati anche solo dall’idea che un privato possa fare ricerca non per il bene della Società tutta ma per le sue tasche. Ed è sotto gli occhi di tutti lo sfacelo sociale e medico, per dire, di Stati dove il “privato” è pressoché onnipervasivo, come gli USA( di Trump: ma non crederete, spero, che con Hillary o Biden o persino Sanders, un Paese come gli USA, dove il “Deep State” comanda persino più del Presidente stesso, muterebbe in maniera drastica le sue radicatissime fondamenta ultraliberiste?). Ma, appunto, anche i casi di Paesi storicamente “statalisti”come Cina e Russia, (ma so, per dire, anche della nascita di Università “non statali in Albania, anzi ecco il llink…e chi loavrebbe maidetto nelal terra di Enver Hodxa https://www.languagecourse.net/it/universita--albania ) stanno a dimostrare, a mio avviso, l’assunto incontrovertibile che lo Stato, così com’è, da solo, non intercetta come dovrebbe il bisogno di ricerca, di progresso, di pluralità di posizioni che è tipico ogni democrazia moderna , sia di stampo socialdemocratico che di quello liberaldemocratico. E questo evidentemente, per un deficit dello Stato insito in sé stesso, perché se lo Stato fosse realmente efficace, sovveniente,capace di declinare tutte le istanze proposte dalla modernità ai suoi cittadini, il dilemma “pubblico /privato” neppure si porrebbe , a livello planetario. Invece pare proprio che ahimè, troppo spesso sia il “privato” (pure, ripeto, con la” pregiudiziale orrida di partenza” di farlo per vil danaro, non certo per sovvenienza interclassista..) a fare le cose , speso, maglio dello Stato centrale. Anche perché lo stesso Stato, nella sua funzione di Ente pubblico, ha, nel suo interno, da sbrogliare la matassa tra il suo essere “centrale e centralista” e “regionale, territoriale”; sicché, per dire, nella fase caotica delle misure atte a far fronte all’emergenza nella “zona rossa”, no è nemmeno stata una querelle “sanità privata lombardo-veneta vs sanità pubblica” , quanto proprio una querelle tra il “pubblico” centralista e territoriale. La visione di Sergio, quindi, è condivisibile da tutti, ma a mio avviso, è, ahimè troppo “ideale”:avrebbe bisogno di uno Stato che veramente fosse efficiente, sovveniente, pensasse a tutti in egual misura: e pare prorpio che ciò (e non sono solo in Italia, ahimè) possa essere parte dei nostri “desiderata”, ma non avere alcuna rispondenza nella vita reale. Io, ovvio, sono per uno Stato forte (non sono “centralista”, comunque) in cui il “pubblico” abbia la preminenza “ex abrupto” su ogni iniziativa privata; prima lo Stato ,dunque, poi tutto il resto; ma al contempo, (e, paradossalmente, proprio per salvaguardare il principio di “pluralità di voci” che è alla base di uno Stato moderno) non mi sognerei di vietare o scoraggiare, l’iniziativa privata, che si esprime non solo nella facondia di ottimi imprenditori a capo di imprese medio piccole di cui l’Italia è faro a livello mondiale, ma anche nella nascita di istituzioni scolastiche ,accademiche , sanitarie che, ok, sono segnate dal “peccato originale” di nascere da una concezione di mero profitto, ma che non poche volte si dimostrano “competitive” ,(nei loro ambiti di ricerca, sviluppo, ideazione etc) con le istituzioni pubbliche dello Stato. Sicché, ho anch’io il mio “desiderata”:quello di uno Stato forte e sovveniente che, nel suo essere “pubblico” , ingaggia una “lotta virtuosa a chi fa meglio” con il privato nei più svariati ambiti e ciò per il bene della collettività tutta. Ma mi sa che sono addirittura più “idealista” di quanto possa essere Sergio….. p.s. apettiamo il ricordo personale di Sergio su Bora Stankovic....]]></description>
			<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 12:17:34 +0200</pubDate>
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			<title>LEO1962 scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53308</link>
			<description><![CDATA[Laicità e laicismo Questo il mio pensiero, Una delle poche cose buone di questa tragica situazione è che le persone sono obbligate a pensare alle cose più importanti nella propria vita. Dio è morto gridavano i sessantottini e i loro filosofi, ed effettivamente tra gli anni 60 ed 80 ci fu un grande periodo di crisi per la fede. Ma siccome la fede per chi crede non è una costruzione umana e razionale ma discende da qualcosa che è innato nel cuore dell'uomo, da Gesu' Cristo, la fede in Dio è rimasta, e la barca della Chiesa è ancora lì che naviga pur in tutte le burrasche dell'esistenza umana, bombardata dai suoi nemici , ma ancora a galla, non tanto per i meriti umani, ma per quelli del suo comandante, Gesu' Cristo. Che cos'è in fondo la fede, è credere in qualcosa di innato nell'uomo, qualcosa che tutti hanno dentro, una spiritualità che rimanda al significato più profondo della nostra esistenza, e soprattutto che ci mette in relazione col significato della morte. La stragrande maggioranza degli uomini crede in un dio trascendente o immanente, e le religioni sono il perno della nostra civiltà umana, hanno formato gli uomini e hanno dato loro i principi morali e materiali per la loro vita sulla terra. Certo l'uomo è un misto di bene e di male, non abbisogna esser e credenti per capirlo, di grazia e di peccato diremmo noi credenti, e siccome Dio lascia gli uomini la libertà di credere o meno, l'uomo può anche legittimamente dire di no a Dio e non credere, o fare il male, ma non è colpa delle religioni, è colpa delle scelte umane.. L'uomo può pure scegliere il male, l'egoismo, il materialismo, ogni anno muoiono o meglio non nascono più di 40 milioni di essere umani per la tragedia dell'aborto, ma per molti questo è un diritto, in realtà è una tragedia.... La pandemia di questi tempi sta facendo riflettere anche molte persone, su un ritorno alla propria spiritualità ed in diversi casi anche alla fede. Il mondo oggi è effettivamente in preda a un'angoscia di morte. La pandemia di Covid-19 che sta terrorizzando tutti non è la prima causa di morte in assoluto e probabilmente non lo sarà neanche in futuro, nonostante il suo paventato sviluppo. Sul nostro pianeta gli uomini muoiono di più per un insieme di mille altre ragioni, ogni anno a decine e decine di milioni. Il che non ci angoscia perché si tratta, per così dire, della morte degli altri. [...] La morte da coronavirus, invece, è la nostra morte. Quella che in qualunque momento e a dispetto di ogni cautela potrebbe toccare a me e a te. Il virus invisibile e ubiquo fa accadere, come possibilità universale, la costante imminenza della mia morte. Cioè precisamente quello che la modernità ha programmaticamente preteso di escludere dal proprio orizzonte. Ciò che è insopportabile, per noi moderni, è infatti la condizione di sostanziale inermità nella quale ci siamo scoperti da un giorno all’altro. Il ricorso, istintivo e generale, alla metafora della guerra per rappresentare la presente condizione dell'umanità tradisce anche l'inconscio nostro bisogno di avere in mano delle armi. Che probabilmente avremo, magari in un futuro prossimo, ma non ora. Tale condizione, tuttavia, per quanto aborrita dalla modernità, appartiene essenzialmente alla vita umana nel suo rapporto con la morte, e questo va pur detto. Il punto, oggi come ieri e come sempre, è che l'uomo di fronte alla morte è inerme, anzitutto perché non è in grado di pensarla, la morte. La massima attribuita a La Rochefoucauld: “Ci sono solo due cose che l'uomo non può fissare, il sole e la morte" corrisponde a un'evidenza così elementare che chiunque in qualsiasi epoca avrebbe potuto pronunciarla. La morte è, in se stessa, impensabile. Si possono naturalmente pensare infinite cose intorno ad essa (dall'idea che non ci riguardi affatto perché quando c'è lei non ci siamo noi e viceversa, a quella che il nostro essere-nel-mondo sia da comprendersi come un essere-per-la-morte, eccetera eccetera) ma non si può pensare la morte. E in questo collasso del pensiero umano, il soggetto moderno viene meno. Per questo ha assoluta necessità di ammetterla nel suo orizzonte solo come morte degli altri. La Chiesa ce l'ha una parola da dire sulla morte? Sì che ce l'ha, ed è l'unica a detenerla perché l'ha ricevuta da Cristo, che è l'unico in grado di pronunciarla perché è l'unico che sa che cos'è la morte, per averla subita e vinta. Però questa parola unica è anche una parola dura, che il mondo moderno non vuole sentire. Paolo la formula così: “Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore” (Romani 14, 7-8). Siamo del Signore: qui c'è tutto quello che è essenziale sapere per vivere e per morire, e il virus che ci fa tanta paura non smentisce affatto, anzi rende più stringente la verità letterale di questa affermazione, che è il perno di tutta la vita cristiana. Potremmo anche essere stremati dalla paura e non trovare alcun apparente conforto psicologico dalla fede, dalle pratiche di pietà, dalle parole e dai gesti della Chiesa, ma tutto ciò non scalfisce l’oggettività del fatto che “siamo del Signore”. Forse, per rendere ancor più chiaro il senso di questa affermazione, potremmo tradurre “kyrios” con “padrone”: “siamo del Padrone”, cioè apparteniamo a un Altro, non siamo roba nostra. Nella misura in cui la nostra coscienza aderirà a questa realtà, anche la paura arretrerà, smetterà di essere determinante. Resterà, ma come istintiva reazione della carne che non vuole perire; resterà, per così dire, fuori dall’anima. Resterà la paura, non più l'angoscia. Ma c'è di più: l’inermità che è così intollerabile per l'uomo moderno costituisce, a ben vedere, la condizione normale del cristiano nel mondo e l’accettazione di tale condizione è la premessa per la testimonianza – cioè il martirio – che il cristiano rende al mondo. Per usare ancora le parole di Paolo: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?” (Romani 8, 35). Il virus che ci spaventa tanto non fa altro che aggiungersi a questa lista, rendendola finalmente concreta per ciascuno di noi, stavolta nessuno escluso. L'esclusione della religione dalla vita sociale, in particolare la marginalizzazione del cristianesimo, non è laicità ma laicismo. non c’è una sola laicità, ma diverse, o, meglio, ci sono molteplici maniere di intendere e vivere la laicità, maniere tra loro opposte e persino contraddittorie. Tra l'ideologia della laicità alla francese e la laicità americana, quest'ultima ha offerto un modello di Stato moderno, di laicità ben diverso da quello teorizzato dalle tendenze radicali emerse nella seconda fase della rivoluzione francese. Nel periodo tra le due guerre mondiali e ancora di più dopo la seconda guerra mondiale, abbiamo avuto uomini di Stato cattolici cito il migliore di tutti, Alcide De Gasperi, ma anche Zaccagnini, Moro, ecc. che avevano dimostrato che può esistere uno Stato moderno laico, democratico, ma tuttavia non neutro riguardo ai valori, senza escludere le religioni dalla vita sociale e attingendo alle grandi fonti etiche aperte dal cristianesimo. Oggi la laicità viene comunemente intesa come esclusione della religione dai vari ambiti della società e come suo confino nell’ambito della coscienza, del sentimento individuale. La laicità alla francese si esprimerebbe nella totale separazione tra lo Stato e la Chiesa, non avendo quest’ultima titolo alcuno, come invece è riconosciuto nella proposta di Costituzione europea bocciata dalla Francia, ad intervenire su tematiche relative alla vita e al comportamento dei cittadini; “La laicità comporterebbe addirittura l’esclusione dei simboli religiosi dai luoghi pubblici destinati allo svolgimento delle funzioni proprie della comunità politica: da uffici, scuole, tribunali, ospedali, carceri, ecc. In base a queste molteplici maniere di concepire la laicità si parla oggi di pensiero laico, di morale laica, di scienza laica, di politica laica. In effetti, alla base di tale concezione c’è una visione a-religiosa della vita, del pensiero e della morale: una visione, cioè, in cui non c’è posto per Dio, per un Mistero che trascenda la pura ragione, per una morale di valore assoluto, vigente in ogni tempo e in ogni situazione. Soltanto se ci si rende conto di ciò, si può misurare il peso dei problemi sottesi a un termine come laicità, che sembra essere diventato quasi l’emblema qualificante della post-modernità, in particolare della moderna democrazia”. I “dogmi fondamentali” della modernità cioè la dignità della persona; l’originario legame interpersonale istituito dalla nascita; la vita non come una modificazione dello stato della materia ma come l’essere di un individuo vivente autonomo e uguale a tutti sembrano prosciugarsi. Storicamente le basi umanistiche della nostra convivenza europea, occidentale, sono state generate in larga misura dalla fede cristiana. E’ possibile custodire quelle basi, quelle radici, nei loro contenuti morali e giuridici, ignorando o emarginando dalla vita civile e dalla discussione pubblica quella fede stessa per dare spazio pubblico solo a una visione atea? “E’ compito allora, di tutti i credenti, in particolare dei credenti in Cristo, contribuire ad elaborare un concetto di laicità che, da una parte, riconosca a Dio e alla sua legge morale, a Cristo e alla sua Chiesa il posto che ad essi spetta nella vita umana, individuale e sociale, dall’altra, affermi e rispetti la “legittima autonomia delle realtà terrene”, intendendo con tale espressione, come ribadisce il Concilio Vaticano II, che “le cose create e le stesse società hanno leggi e valori propri, che l’uomo gradatamente deve scoprire, usare e ordinare”. Tale autonomia è un’“esigenza legittima, che non solo è postulata dagli uomini del nostro tempo, ma anche è conforme al volere del Creatore. Infatti, è dalla stessa loro condizione di creature che le cose ricevono la propria consistenza, verità, bontà, le loro leggi proprie e il loro ordine; e tutto ciò l’uomo è tenuto a rispettare, riconoscendo le esigenze di metodo proprie di ogni singola scienza e arte” La “sana laicità” “Questa affermazione conciliare costituisce la base dottrinale di quella “sana laicità” che implica l’effettiva autonomia delle realtà terrene, non certo dall’ordine morale, ma dalla sfera ecclesiastica. Non può essere pertanto la Chiesa a indicare quale ordinamento politico e sociale sia da preferirsi, ma è il popolo che deve decidere liberamente i modi migliori e più adatti di organizzare la vita politica. Ogni intervento diretto della Chiesa in tale campo sarebbe un’indebita ingerenza. D’altra parte, la “sana laicità” comporta che lo Stato non consideri la religione come un semplice sentimento individuale, che si potrebbe confinare al solo ambito privato. Al contrario, la religione, essendo anche organizzata in strutture visibili, come avviene per la Chiesa, va riconosciuta come presenza comunitaria pubblica. Questo comporta inoltre che a ogni Confessione religiosa (purché non in contrasto con l’ordine morale e non pericolosa per l’ordine pubblico) sia garantito il libero esercizio delle attività di culto - spirituali, culturali, educative e caritative - della comunità dei credenti. Alla luce di queste considerazioni, non è certo espressione di laicità, ma della sua degenerazione in laicismo, l’ostilità a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione; alla presenza, in particolare, di ogni simbolo religioso nelle istituzioni pubbliche. Come pure non è segno di sana laicità il rifiuto alla comunità cristiana, e a coloro che legittimamente la rappresentano, del diritto di pronunziarsi sui problemi morali che legittimamente la rappresentano, del diritto di pronunziarsi sui problemi morali che oggi interpellano la coscienza di tutti gli esseri umani, in particolare dei legislatori e dei giuristi. Non si tratta, infatti, di indebita ingerenza della Chiesa nell’attività legislativa, propria ed esclusiva dello Stato, ma dell’affermazione e della difesa dei grandi valori che danno senso alla vita della persona e ne salvaguardano la dignità. Questi valori, prima di essere cristiani, sono umani, tali perciò da non lasciare indifferente e silenziosa la Chiesa, la quale ha il dovere di proclamare con fermezza la verità sull’uomo e sul suo destino”. Certo viviamo in un periodo storico esaltante per i progressi che l’umanità ha compiuto in molti campi del diritto, della cultura, della comunicazione, della scienza e della tecnologia. Però il tentativo di escludere Dio da ogni ambito della vita, presentandolo come antagonista dell’uomo è l’opposto della realtà della verità: Dio invece è amore e vuole il bene e la felicità di tutti gli uomini. Si rafforza la nostra fede puntando a far comprendere che la legge morale da Lui dataci, e che si manifesta a noi con la voce della coscienza, anziché opprimerci, ci libera dalla schiavitù dell’ignoranza, dal male e ci rende felici. Occorre mostrare con il proprio vissuto che senza Dio l’uomo è perduto e che “l’esclusione della religione dalla vita sociale, in particolare la marginalizzazione del cristianesimo, mina le basi stesse della convivenza umana. Prima di essere di ordine sociale e politico, queste basi infatti sono di ordine morale”. Questo in sostanza il mio pensiero, si può condividerlo, non condividerlo, irriderlo, ma non cambierà di una virgola.]]></description>
			<dc:creator>LEO1962</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 12:17:25 +0200</pubDate>
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			<title>Stefano di Nanto scrivi:</title>
			<link>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53307</link>
			<description><![CDATA[Io soffro di ansia sociale. L'unico sistema per riuscire a stare in mezzo agli altri è mettere in mezzo qualcosa come sport, musica o altre cose simili. E anche così dico e faccio cose di cui normalmente bisognerebbe vergognarsi. Io no perché sono sintomi di una malattia. Ansia sociale. Nel momento in cui diventa un obbligo 'il distanziamento sociale' tiro un sospiro di sollievo. . Per quanto riguarda il fatto che nessuno ha la verità in tasca ed anzi qualsiasi persona si espone a svarioni clamorosi basta pensare che Fidel Castro riteneva che nessuna posizione di comando o di direzione possa essere occupata da omosessuali. Alla faccia della parità dei diritti di tutti. . In tutte le cose della vita essere nati con la capacità di sopportare e di adattarsi alle situazioni di cambiamento è una (laica) fortuna.]]></description>
			<dc:creator>Stefano di Nanto</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 12:03:57 +0200</pubDate>
			<guid>http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/403-privati-pensieri-pubblici#comment-53307</guid>
		</item>
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