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Perchè e per come del libro e del sito

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Creato Martedì, 17 Agosto 2010 Scritto da Sergio Tavčar

Vorrei subito mettere le mani avanti e protestare vivamente la mia innocenza in merito alla creazione di questo sito. È stata tutta un'idea di Tommaso Manià, il mio giovane collega a Capodistria che in puro stile imprenditorial-moderno ha pensato che fosse il modo migliore per propagandare l' uscita di quello che avevo scritto così per divertimento per mettere su carta più di 30 anni di carriera e che lo stesso Tommaso ha pensato potesse diventare un libro.

Io da parte mia sono negato per qualsiasi tipo di affare, per cui immagino che anche questa nostra iniziativa possa andare buca, nel senso che magari immaginiamo che in giro per l' Italia ci siano ancora tante persone che si ricordano delle mie telecronache dei tempi andati e che magari in un impeto di violenta nostalgia voglia rivivere quei bei tempi. Mentre invece magari ci illudiamo ferocemente e siamo finiti in un buio dimenticatoio, soverchiati dai moderni lustrini e dalle moderne urla di compiacimento per l'esecuzione di qualsiasi fondamentale base del basket (quante volte avete sentito urlare di gioia i telecronisti attuali perchè il tal dei tali, meglio se "ammericano", ha eseguito correntemente un arresto e tiro? Che è poi la cosa che per prima si insegna ai bambini assieme al terzo tempo e che, finchè uno non lo sa fare non può neanche pensare di scendere in campo) eseguito passabilmente in modo corretto.

Però malgrado tutto penso che una testimonianza di quei tempi da qualche parte, in una qualche nicchia del ricordo più polveroso, debba esserci e rimanere nascosta, ma viva, perchè possa splendere la fiammella della speranza che, chissà, un giorno, qualcuno possa leggere di cosa fosse una volta il basket, di quale fosse la filosofia che lo ispirava, di quali fossero le vere qualità per giocarlo bene ed avere successo (di squadra, 5 contro 5, e non 1 contro 1!!!), insomma che, passati i tempi nefasti di oggigiorno, si possa finalmente respirare a pieni polmoni e ridare al basket la dignità di gioco più bello del mondo, proprio perchè è quello che in massima parte dovrebbe esprimere le doti più nobili dell'uomo, la creatività, l'intelligenza, la velocità nel prendere decisioni, lo spirito di squadra eccetera, mentre invece oggi si è ridotto ad un tristissimo salto in alto con palla (che il più delle volte disturba) o in una stucchevole battaglia di tiri dalla lunga distanza.

Per cui non mi pento di avere scritto questo libriccino. Fra l'altro l'abbiamo edito in proprio, senza avere possibilità di mettere fotografie, stanti tutti i limiti di copyright, per cui per non rischiare ci siamo limitati al testo nudo e crudo, e dunque non è certamente una pubblicazione che si noti per i suoi effetti speciali, anzi, più dimessa di così non potrebbe essere. Venderne qualche copia sarebbe per me e Tommaso il massimo. Della serie meglio qualcosa che niente, meglio pochi, ma più che buoni adepti del vero basket, gente che possa essere una specie di isola informata, più che felice, in questi tempi di assoluta decadenza. E se pensate che sono fuori di testa, che vivo in un altro mondo, che sono patetico, ebbene, allora non siete per questo club, tenetevi la vostra NBA, andate insomma al diavolo. Qui come detto vogliamo essere magari pochi, ma almeno tutti viventi sullo stesso pianeta, quello del basket per come dovrebbe essere.