Ho letto più o meno tutto quello che avete scritto ieri sera e stamattina di getto, dunque ancora in preda alle emozioni, per commentare la Caporetto della nazionale di basket. Sì, perché onestamente io la considero una disfatta, senza se e senza ma. Quando allenavo la cosa che mi dava fastidio, visto che allenavo squadre non proprio di fenomeni, era perdere per dabbenaggine nostra qualcuna delle poche partite che potevamo vincere contro squadre del nostro stesso livello. Immaginarsi quando scialacquavamo partite contro squadre palesemente più deboli. Ragion per cui aver buttato via una partita per averla presa al contrario, totalmente a rovescio per approccio, preparazione, esecuzione con connesse rotazioni comprensibili per un certo verso (quello di mettere le mani avanti facendo giocare il quintetto dei sogni osannato da tifosi e stampa con l’idea che: “abbiamo perso con i cinque migliori per consenso generale, dunque cosa potete imputarci?”), ma secondo me totalmente incomprensibili nell’ottica, unica e fondamentale, di vincere la maledetta partita facendo giocare in ogni istante SQUADRE, QUINTETTI formati da giocatori compatibili, remanti tutti nella stessa direzione, capaci di adeguarsi al gioco avversario e soprattutto di imporre il proprio, e tutto ciò dopo aver dimostrato contro Israele che si poteva fare, bastava ripeterlo, ecco, tutto ciò mi fa andare in bestia.

 

 

 

Mi dispiace che abbia perso la Grecia. Lo dico onestamente, perché io faccio sempre il tifo per quelli che giocano meglio, per cui desideravo tantissimo che battessero la Spagna. Però bisogna ammettere che la Spagna non ha rubato nulla, anzi la sua vittoria è più meritata che non si potrebbe. Devo anche dire che ho seguito la partita con estremo interesse, in quanto secondo i miei canoni si è giocato a pallacanestro, e quando le squadre lo fanno, allora mi sembra di poter capire quello che vogliono fare, di capire quando non riescono a farlo e magari tentare anche di capire perché. In questi casi di solito viro l’audio sugli effetti per farmi un commento da solo e per non farmi condizionare da quanto dicono i commentatori. Ieri però non l’ho fatto, in quanto mi sembra che Geri De Rosa e Davide Pessina (come sapete la coppia che preferisco di gran lunga di quelle che offre Sky) abbiano fatto un ottimo lavoro, per cui ho lasciato l’audio com’era, essendo più o meno d’accordo normalmente con quanto stavano dicendo o, se non lo ero, almeno capivo quello che volevano dire che era comunque logico. Poi la pallacanestro si può giocare bene o male, ma, vivaddio, almeno il gioco ha un capo e una coda.

Pensavo di prendermi un giorno libero, ma alla fine non ho resistito. Vorrei mettere qualche puntino sulle “i” e per una volta tanto (o sono due, o magari tre?) commentare i commenti ai miei commenti. Avevo messo le mani avanti dicendo che sarei stato frainteso. Avevo perfettamente ragione e infatti sono stato frainteso a 360 gradi un po’ da tutto l’uditorio. E proprio per questo desidero mettere in chiaro alcune cose. Intanto: non mi pare che nella mia disamina sul perché l’Italia abbia giocato bene contro Israele (e che abbia giocato bene penso sia un dato di fatto) sia stato, se si legge bene fra le righe, particolarmente benevolo nei confronti di Pianigiani. In sostanza dicevo che sembra che i giocatori abbiano deciso che così va bene e dunque andiamo avanti. Il che non mi sembra proprio una lode sperticata al coach.

 

 

 

Scrivere dell’Italia mi riesce difficile. Sono convinto infatti che sarò frainteso e che sarò alla fine annoverato nel novero di coloro che si cimentano nello sport nazionale italiano, il salto sul carro dei vincitori. Sarà veramente difficile tentare di spiegare che secondo me tutto segue un filo logico e ancora più difficile tentare di evitare il classico e odioso “ve l’avevo detto io”.

Comunque ci provo. Parto da una semplice constatazione: non credo vi sia al mondo qualcuno che creda che la nazionale di basket dell’Islanda sia nettamente più forte di quella di Israele. Se qualcuno lo pensa, smetta di leggere e vada a farsi ricoverare per provare a farsi disintossicare dall’evidente massiccia assunzione di sostanze psicotropiche. Eppure l’Italia contro l’Islanda stava perdendo la partita e invece a Israele ha dato 30.  Perché? Semplicemente perché contro l’Islanda, come contro la Turchia il giorno prima, aveva fatto schifo, ieri invece ha giocato maledettamente bene. Tutto qua. Cos’è cambiato?

 

 

 

Non occorre assolutamente che vi preoccupiate per le mie condizioni di spirito. Forse dopo aver strappato su rigore a quattro minuti dalla fine un pareggio alla capolista il mio spirito potrebbe essere abbastanza basso, ma per quanto riguarda la Slovenia non dovete assolutamente preoccuparvi. La squadra era scarsa, non per niente ha cominciato gli Europei con cinque giocatori su 12 senza contratto, poteva fare bene solo giocando ispirata in attacco e al 120% in difesa, l’ha fatto a Zagabria, non è riuscita a farlo a Lille contro una squadra più o meno del suo valore che invece la giornata l’ha pescata giusta e ha perso per una volta tanto del tutto meritatamente, senza alcun tipo di recriminazioni. Forse un piccolo rammarico resta, perché se fosse riuscita per miracolo a qualificarsi per il Preolimpico recuperando Goran Dragić (classe '86), Vidmar ('87), Domen Lorbek ('85) e uno dei due Murić ('90 – tanto per ribattere a un commento acido che avevo letto dopo Italia-Slovenia di Capodistria che diceva che agli sloveni in realtà non mancava nessuno di importante, perché erano comunque tutti bolliti), avrebbe magari potuto covare qualche speranziella, però quel che è stato è stato e, ripeto, era più o meno nell'ordine naturale delle cose. 

Dopo averlo severamente redarguito devo fare un plauso a Edoardo che mi ha risparmiato il lavoro, dando lui le coordinate giuste per risalire al pezzo nel quale parlavo di statistiche. Ieri ero troppo arrabbiato per fare i distinguo giusti: dovevo puntualizzare quella che è in effetti la mia posizione che è quella che il plus-minus è una puttanata galattica se si riferisce a una sola partita ed è comunque irrilevante se si tiene conto di un torneo, nel quale normalmente i giocatori giocano più o meno sempre con gli stessi, ma abbastanza equivalenti compagni, e dunque vale sicuramente qualcosa di più, ma non può certo dire moltissimo visto che non tiene in conto gli avversari contro i quali si è giocato. Sui grandi numeri, come tutte le leggi statistiche dicono, i valori cominciano a essere rilevanti, su questo non ci piove e non l’ho mai messo in dubbio.

Quel che è troppo, è troppo. Quando poi sono tirato in ballo personalmente per le vostre sterili e, scusate, stupide diatribe con dialogo fra sordi e conseguenti passaggi, esaurite le argomentazioni di tipo apodittico (è così perché è così) agli insulti più volgari, allora la misura è assolutamente colma. Mi ha fatto veramente male leggere da qualcuno che sarei io quello che fa tacere coloro che non la pensano come la maggior parte dei frequentatori di questo blog per far in modo che prevalgano le opinioni di coloro che sostengono le mie tesi. Tutto sopporto, ma non i falsi facilmente documentabili. Basta ritornare infatti al post nel quale esortavo soprattutto Edoardo a non rispondere agli interventi incensatori delle magnifiche e rutilanti somme qualità del basket di Oltreoceano per fare in modo che questo vomitevole andazzo finisse una buona volta per tutte. La gentile richiesta di non continuare a parlare dell’NBA (tutti! non solo i suoi talibani) è venuta dopo. E’ assolutamente offensivo pensare che io possa sentire il bisogno di venir incensato e che goda nell’avere un codazzo di cortigiani accondiscendenti. Chi mi conosce di persona per le varie sconvenscion non potrà che confermarlo. Del resto, se in tutti questi anni ho voluto per libera scelta rimanere a TV Capodistria con gratificazioni sia finanziarie che di esposizione mediatica incomparabilmente minori che se non  fossi andato a lavorare in qualche grande TV, una ragione pur ci sarà. Comunque complimenti: non pensavo che alla mia età qualcosa potesse ancora pungermi tanto sul vivo.